Italgas
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Il primo progetto organico di recupero e riordino dei fondi documentari, affiancato dalle
iniziative per la creazione di un museo e di una biblioteca storica, risale circa al 1980, motivato
sia dalle celebrazioni per il centocinquantenario dell’Azienda che dalla concreta volontà di
rendere disponibile agli studiosi un notevole patrimonio documentario.
Il nucleo storico così costituito era composto di documenti databili dalla metà del 1800 al
1967, anno che si scelse di utilizzare come cesura cronologica, durante il quale ci fu il passaggio
dell’Italgas, attraverso la Snam, nel sistema delle partecipazioni statali.
La consistenza dell’archivio storico e di parte del deposito, considerando le perdite durante
i traslochi dalle varie sedi, gli avvenimenti bellici e l’incuria fu stimata in circa un chilometro
di documenti. Le serie rilevate e ricomposte furono quelle dei libri sociali delle società del
Gruppo Italgas, dei documenti amministrativi, di parte dell’ufficio legale, del personale e degli
elenchi sommari della documentazione fotografica e audiovisiva.
Del pregevole lavoro svolto dal gruppo preposto al reperimento e all’analisi del materiale di
archivio, biblioteca e museo, restano parte degli appunti, gli inventari cartacei analitici e
sommari, la bozza del massimario di scarto e il lavoro di ricerca. Tutte le operazioni furono
seguite dalla Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, che nel 1986 decretò
l’Archivio Storico Italgas di notevole interesse storico.
Un archivio lungo oltre 3 chilometri
Nel giugno del 2008 di fatto è iniziato quello che si prospetta essere la definitiva
costituzione del nucleo completo dell’archivio storico e il censimento e la parziale schedatura
dell’archivio di deposito. Secondo la nuova stima effettuata, la consistenza dell’archivio storico
e di deposito dovrebbe essere superiore ai 3 km lineari.
In seguito allo studio degli inventari dell’archivio storico e degli elenchi del materiale di
deposito, e al quello dei nuovi strumenti di corredo recentemente ritrovati, si è tentato di
rintracciare i documenti mancanti per colmare le gravi lacune documentarie e cronologiche
riscontrate.
L’archivio storico è attualmente smembrato in almeno 4 grandi parti.
Le integrazioni del nucleo storico (datato dalla metà dell’Ottocento al 1979, secondo la nuova
cesura cronologica concordata) e dell’archivio di deposito (databile dal 1980 al 2003), che si
susseguono ormai da mesi, sono state sorprendenti sia per l’importanza dei documenti, che per le
modalità e i luoghi dove questi sono stati rinvenuti.
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ultimo aggiornamento 07 febbraio 2012 - 13:13 CET

