Strategia

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Il Piano Strategico 2021-2027, presentato il 15 giugno 2021, prevede investimenti di 7,9 miliardi di euro per estendere il nostro network, completare la trasformazione digitale e porci in un ruolo di guida nella transizione energetica.

In uno scenario energetico che ha i suoi punti fermi nei target fissati dall’Unione Europea al 2030 e al 2050, il sistema dei DSO (Distribution System Operators) è chiamato a giocare un ruolo chiave nella decarbonizzazione dell’economia. Il nostro Piano Strategico 2021-2027 risponde a questi obiettivi, valorizzando il ruolo delle reti del gas quale volano della transizione energetica. 

Il nostro nuovo Piano Strategico, guidato dalla digitalizzazione, mira in particolare a dare impulso allo sviluppo di gas rinnovabili come biometano, metano sintetico e idrogeno verde, e a favorire l’efficienza energetica. Prevediamo un incremento del 5,2% degli investimenti rispetto al precedente Piano, con l’obiettivo di completare nel 2022 la trasformazione digitale dei nostri asset e di fare del nostro Gruppo un protagonista della transizione energetica.

Paolo Gallo presenta il piano strategico “Empowering our future”

Il Piano si fonda su cinque direttrici principali

Trasformazione digitale e innovazione tecnologica

Ci permetteranno di giocare un ruolo chiave nella transizione energetica.

Repurposing

Ossia l’upgrade dell’infrastruttura per accogliere e distribuire gas rinnovabili, e l’estensione della nostra rete anche attraverso operazioni di M&A e gare d’ambito.

Nuove opportunità di crescita

Valorizzando le competenze del Gruppo nel settore dell’efficienza energetica, nel settore idrico e nei servizi IT.

Insourcing di competenze core

Dando un ulteriore impulso alle attività di reskilling e upskilling delle nostre persone.

Solidità ed efficienza finanziarie

Per sostenere le opportunità di crescita e continuare a garantire un adeguato ritorno per gli azionisti.

Il Piano integra fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) per rispondere alle sfide della sostenibilità. Per rendere effettivo il cambiamento, abbiamo fissato nuovi target in termini di riduzione delle emissioni (-30%), efficienza energetica (-25% per il consumo energetico) e sviluppo di competenze.
Il Piano strategico integra e rafforza gli impegni definiti dal nostro piano di sostenibilità.

Il piano prevede investimenti complessivi per 7,9 miliardi di euro, con un aumento di 400 milioni di euro rispetto al piano precedente (+5,2%). 

Intendiamo dedicare 2,2 miliardi alle gare d’ambito, mentre gli altri 5,7 miliardi comprendono:

  • 1,4 miliardi per la digitalizzazione delle reti (+32% rispetto al precedente piano).
  • 3,1 miliardi per le attività di repurposing, miglioramento e upgrade delle infrastrutture esistenti.
  • 300 milioni per il piano di metanizzazione della Sardegna.
  • 400 milioni per operazioni di M&A nella distribuzione del gas.
  • 200 milioni per progetti di diversificazione nell’efficienza energetica, il settore idrico e il retail. 

Il nostro programma di investimenti conferma Italgas tra i principali gruppi industriali italiani per capacità di progettazione, esecuzione e generazione di valore per le comunità servite, in grado di imprimere un forte impulso alla ripartenza del Paese.

Le cinque direttrici principali del piano

AD Italgas

La trasformazione digitale resta il principale abilitatore del nostro percorso di crescita con l’obiettivo di completare nel 2022 la digitalizzazione del network e disegnare la roadmap che confermerà il ruolo strategico delle reti del gas quale volano della transizione energetica per il raggiungimento degli obiettivi europei net carbon zero.

Paolo Gallo
Amministratore Delegato Italgas

Trasformazione digitale e innovazione tecnologica

Dedicheremo 1,4 miliardi di euro (in aumento di 300 milioni rispetto al piano precedente) per portare a termine i programmi di digitalizzazione del nostro intero network, con la realizzazione di reti smart in grado di accogliere gas rinnovabili come il biometano – già oggi ampiamente disponibile e atteso in forte sviluppo nell’arco del prossimo decennio – il metano sintetico e l’idrogeno verde. 

Il piano prevede inoltre l’installazione massiva di sensori e valvole di sezionamento telecomandate per il rilevamento dei parametri di funzionamento della rete e la sua gestione da remoto. In questo scenario si inseriscono: 

  • L’innovativo progetto “Power to Gas” che il Gruppo sta realizzando in Sardegna, prima vetrina tecnologica della filiera di produzione dell’idrogeno verde in Italia, che diventerà operativo nel corso del 2022 (vedi box sotto).
  • L’impulso alle attività di R&D attraverso il potenziamento del laboratorio tecnologico Italgas, già oggi centro di eccellenza internazionale sulle attività tradizionali di verifiche metrologiche e analisi chimiche. Il laboratorio avrà una nuova sede a Torino e si arricchirà di ulteriori competenze in materia di gas rinnovabili funzionali alla trasformazione delle reti in infrastrutture smart idonee ad accogliere e distribuire miscele di nuovi gas.

Focus Sardegna

La nostra capacità di innovazione si è riflessa nella tecnologia applicata alle reti che stiamo realizzando in Sardegna, già oggi le più moderne del Paese. Sull’isola abbiamo vinto la sfida di iniziare la distribuzione del metano in poco più di due anni e siamo prossimi al completamento della costruzione dei 1.100 chilometri di reti native digitali, idonee ad accogliere una componente di idrogeno verde prodotto dal nostro impianto Power to Gas che sorgerà in provincia di Cagliari.

Al piano di metanizzazione della Sardegna dedicheremo circa 300 milioni di euro in arco piano.

Repurposing ed estensione della rete

La quota più rilevante degli investimenti è destinata al repurposing dei 73.000 km di network e all’ulteriore estensione della nostra rete verso territori non ancora raggiunti, anche per sostenere lo sviluppo del biometano, atteso per questa decade, e degli altri gas rinnovabili come l’idrogeno verde, da accogliere e distribuire attraverso la nostra rete.

Alle attività di repurposing, sviluppo, miglioramento e upgrade delle infrastrutture esistenti sono destinati 3,1 miliardi di euro, in linea con il piano precedente. Di questi, 2,1 miliardi di euro sono indirizzati alla manutenzione per l’ulteriore miglioramento degli standard di qualità del servizio, alla riduzione delle emissioni fuggitive dalla rete, all’estensione del network e al completamento del programma di conversione a gas naturale delle reti a GPL. L’obiettivo è di far evolvere i programmi di manutenzione da tradizionali a predittivi, pianificando gli interventi sulla base dell’analisi dei dati operativi raccolti real time dal campo attraverso la nuova sensoristica integrata alla rete. 

Quasi 1 miliardo di euro è destinato alla costruzione di nuove infrastrutture negli Atem già aggiudicati a Italgas (Belluno, Valle d’Aosta, Torino 1 e Torino 2) e comprendono anche 140 milioni di euro (+82% rispetto al precedente piano) per effetto della prevista acquisizione degli asset di Energie Rete Gas in Valle D’Aosta. 

Lo svolgimento delle gare d’ambito rappresenterebbe un’opportunità per ampliare il nostro perimetro di attività. Gli investimenti previsti ammontano a oltre 2 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi per l’acquisizione delle reti di terzi negli ambiti in cui risulteremo aggiudicatari dei bandi, mentre la differenza sarà destinata a investimenti in manutenzione, ammodernamento ed estensione delle reti acquisite i cui standard operativi saranno allineati alle best practice del Gruppo. Si stima che attraverso il processo delle gare potremmo aumentare la nostra quota di mercato dall’attuale 35% al 45% circa in termini di punti di riconsegna attivi.

In attesa di poter cogliere le opportunità di crescita derivanti dalle gare d’ambito, 380 milioni di euro, in linea con il precedente Piano, sono rivolti allo sviluppo per linee esterne attraverso operazioni di M&A. Nonostante il rallentamento delle trattative causato dall’emergenza sanitaria da Covid-19, si prevede l’acquisizione di ulteriori 150 mila punti di riconsegna nell’arco di Piano, nonché il controllo diretto di infrastrutture oggi gestite da società partecipate non consolidate.

Nuove opportunità di crescita

Il Piano prevede inoltre 180 milioni di euro di investimenti per consolidare la crescita negli altri settori in cui siamo già attivi, come efficienza energetica, acqua e servizi.

In linea con le raccomandazioni della Commissione Ue ai DSO, stiamo rafforzando il nostro impegno nel settore dell’efficienza energetica, lavorando all’acquisizione di nuove competenze anche attraverso operazioni di M&A. La nostra controllata Seaside è destinata a diventare una leva sempre più importante nelle attività di decarbonizzazione e di risparmio energetico del Gruppo e tra i principali operatori in un mercato dei servizi energetici ancora molto frammentato. Con l’incorporazione di Toscana Energia Green, completata a maggio 2021, ampliamo ulteriormente il nostro perimetro grazie agli accordi vincolanti per l’acquisizione della ESCo Ceresa SpA, società fondata nel 1921 e specializzata nella fornitura di servizi energetici, prevalentemente nell’area di Torino.

Nel settore idrico sono confermati 120 milioni di euro di investimenti, sia organici sia per crescite esterne. Parte dell’impegno sarà destinato alle reti idriche attualmente in gestione per le quali proseguiranno i programmi di applicazione delle best practice e delle tecnologie sviluppate nell’ambito della distribuzione del gas.

Per quanto riguarda i servizi, il Gruppo concentrerà tutte le attività di Information Technology, compresa la Digital Factory, in uno specifico veicolo societario. Dal suo avvio il nuovo soggetto controllerà asset dal valore complessivo di 100 milioni di euro circa e oltre 100 contratti per un valore di 306 milioni di euro.

Persone e competenze

Nei prossimi anni dedicheremo una forte attenzione alla gender equality e alla formazione

Nella consapevolezza che le principali sfide della trasformazione digitale passano dalle persone, continueremo a investire nelle attività di upskilling e reskilling, prevedendo oltre 600.000 ore di formazione. Inoltre, intendiamo individuare sul mercato risorse che consentano di introdurre ulteriori competenze digitali. 

Nei prossimi anni, oltre il 60% delle nuove risorse assunte avrà meno di 30 anni e questo determinerà, attraverso il normale ricambio generazionale, un importante abbassamento dell’età media dei dipendenti. In arco di Piano è previsto inoltre l’insourcing delle attività di ingegneria e di maintenance degli apparati digitali, in linea con quanto fatto negli ultimi anni nell’intento di riportare all’interno del Gruppo lo svolgimento di attività core.

Una Managerial Academy Italgas, che nascerà nei primi anni del Piano, garantirà la continua crescita manageriale e culturale, veicolando tra i diversi business e manager un unico purpose aziendale. 

Ai temi Diversity & Inclusion viene rivolta sempre maggiore attenzione. Tra le tante sfide sul capitale umano trova un posto importante il target sulla parità di genere: a fine Piano almeno un manager su quattro sarà una donna.

Solidità ed efficienza finanziaria

La continua attenzione all’ottimizzazione della struttura finanziaria ci consentirà di sostenere, grazie al significativo cash flow operativo, il piano di investimenti e la remunerazione degli azionisti, garantendo anche un’adeguata flessibilità finanziaria a sostegno dello sviluppo. 

Proseguiremo le azioni volte all’ottimizzazione della nostra struttura finanziaria al fine di preservare il costo del debito, oggi di circa l’1%. Il rapporto tra indebitamento netto e RAB pari a circa il 61,5% si manterrà per tutto il periodo di Piano a livelli coerenti con una solida area di investment grade. 

Il ricorso a fonti di finanziamento sostenibili, a supporto dei nostri investimenti nell’ambito della transizione energetica, rende il piano coerente con gli obiettivi UE.

La politica di dividendi riflette il nostro impegno a garantire agli azionisti una remunerazione attrattiva, in crescita e sostenibile. Confermiamo la politica quadriennale (2020-23) annunciata a ottobre 2020, che prevede la distribuzione di un dividendo pari al maggiore tra (i) l’importo risultante dal DPS 2019 (0,256 euro) aumentato del 4% annuo e (ii) il DPS pari al 65% dell’utile netto rettificato per azione.

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