Rischi

Rischi

Abbiamo istituito un sistema strutturato di gestione del rischio, basato su un’attenta mappatura – in ambito sia finanziario che operativo – che ci permette di individuare, misurare, monitorare e mitigare in permanenza i rischi.

Italgas si caratterizza per un profilo di rischio limitato, in primo luogo grazie alla natura regolata del business in cui operiamo. Sin dalla sua costituzione, la nostra società ha seguito un approccio ben strutturato per governare i rischi che possono avere un impatto sulla creazione di valore. Oltre ad avere istituito una funzione dedicata, applichiamo a tutte le società del nostro gruppo un modello omogeneo e integrato di individuazione, valutazione, gestione e controllo dei rischi.

schema_rischi finanziari

Rischi finanziari

Rischio di variazione dei tassi di interesse

 

Le oscillazioni dei tassi di interesse influiscono sul valore di mercato delle attività e delle passività finanziarie dell’impresa e sul livello degli oneri finanziari netti. Il gruppo adotta un modello organizzativo di funzionamento di tipo accentrato. Le strutture di Italgas, in funzione di tale modello, assicurano le coperture dei fabbisogni tramite l’accesso ai mercati finanziari e l’impiego dei fondi, in coerenza con gli obiettivi approvati, garantendo il mantenimento del profilo di rischio entro i limiti definiti.

Al 31 dicembre 2020 l’indebitamento finanziario risulta a tasso variabile per il 13,5% e a tasso fisso per il 86,5%.

Alla stessa data il gruppo utilizza risorse finanziarie esterne nelle seguenti forme:

  • emissioni obbligazionarie sottoscritte da investitori istituzionali;
  • contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri istituti finanziatori sotto forma di debiti finanziari a medio – lungo termine;
  • linee di credito bancarie indicizzate sui tassi di riferimento del mercato, in particolare l’Europe Interbank Offered Rate (Euribor).

Pertanto un aumento dei tassi di interesse, non recepito – in tutto o in parte – nel WACC regolatorio, potrebbe avere effettivi negativi sull’attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del gruppo.

Italgas ha come obiettivo il mantenimento, a regime, di un rapporto di indebitamento tra tasso fisso e tasso variabile tale da minimizzare il rischio di innalzamento dei tassi di interesse, con un obiettivo di composizione dell’indebitamento tra tasso fisso e tasso variabile di circa 2/3 a tasso fisso e 1/3 a tasso variabile.

Rischio credito

 

Il rischio credito rappresenta l’esposizione a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti. Il mancato o ritardato pagamento dei corrispettivi dovuti potrebbe incidere negativamente sui risultati economici e sulla situazione finanziaria di Italgas.

Le regole per l’accesso degli utenti al servizio di distribuzione del gas sono stabilite dall’ARERA e sono previste nei Codici di Rete, ovvero in documenti che stabiliscono, per ciascuna tipologia di servizio, le norme che regolano i diritti e gli obblighi dei soggetti coinvolti nel processo di erogazione dei servizi stessi, e dettano clausole contrattuali che riducono i rischi di inadempienza da parte dei clienti quali il rilascio di garanzie bancarie o assicurative a prima richiesta.

Al 31 dicembre 2020 non si evidenziano significativi rischi di credito. Si rileva che mediamente il 95% dei crediti commerciali relativi alla distribuzione gas vengono liquidati alla scadenza e oltre il 99% entro i successivi 4 giorni, confermando la primaria affidabilità dei clienti. I crediti da attività diverse rappresentano una quota non significativa per la Società.
Non può essere escluso, tuttavia, che Italgas possa incorrere in passività e/o perdite derivanti dal mancato adempimento di obbligazioni di pagamento dei propri clienti.

Rischio liquidità

 

Il rischio liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi (funding liquidity risk) o di liquidare attività sul mercato (asset liquidity risk), l’impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento determinando un impatto sul risultato economico nel caso in cui l’impresa sia costretta a sostenere costi addizionali per fronteggiare i propri impegni o, come estrema onseguenza, una situazione di insolvibilità che pone a rischio l’attività aziendale.

Al 31 dicembre 2020 Italgas ha sottoscritto contratti di finanziamento relativi a linee di credito non utilizzate (pari a 500 milioni di euro) che potranno essere utilizzate per fronteggiare eventuali esigenze di liquidità, laddove ve ne sia bisogno, qualora il fabbisogno finanziario effettivo risulti superiore a quello stimato.
Alla stessa data è presente un adeguato livello di disponibilità liquide depositate su conti correnti e depositi a tempo presso primari Istituti bancari.
Infine, in aggiunta e ad integrazione del ricorso al sistema bancario, la Società disponde del Programma EMTN che al 31 dicembre 2020 consente l’emissione di residui 2.65 miliardi di euro nominali da collocare presso investitori istituzionali.

Italgas ha come obiettivo, sul piano finanziario, la costituzione di una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business, garantisca un livello adeguato per il gruppo in termini di durata e di composizione del debito. Il conseguimento di tale struttura finanziaria sarà ottenuto mediante il monitoraggio di alcune grandezze chiave, quali il rapporto tra indebitamento e RAB, il rapporto tra indebitamento a breve e a medio lungo termine, il rapporto tra indebitamento a tasso fisso e a tasso variabile e quello fra credito bancario accordato a fermo e credito bancario utilizzato.

Rischio rating

 

Con riferimento al debito a lungo termine di Italgas, il 3 dicembre 2020, le agenzie di rating Moody’s e Fitch hanno confermato il rating assegnato a Italgas S.p.A. rispettivamente Baa2 con outlook stabile e BBB+ con outlook stabile.

Sulla base delle metodologie adottate dalle agenzie di rating, il downgrade di un notch dell’attuale rating della Repubblica Italiana potrebbe innestare un aggiustamento al ribasso dell’attuale rating di Italgas.

Rischio di default e covenant sul debito

 

Al 31 dicembre 2020 non sono presenti covenant finanziari e/o garanzie reali nei contratti di finanziamento, ad eccezione del prestito BEI sottoscritto da Toscana Energia per un importo di nominali 90 milioni di euro che prevede il rispetto di determinati covenant finanziari.
Alcuni di tali contratti prevedono il rispetto di clausole contrattuali di tipo: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Italgas e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare (al 31 dicembre 2020 tali impegni risultano rispettati).
I prestiti obbligazionari emessi nell’ambito del Programma Euro Medium Term Notes sono soggetti a covenants tipici della prassi internazionale di mercato riguardanti, inter alia, clausole di negative pledge e di pari passu.

Il mancato rispetto degli impegni previsti per tali finanziamenti, in alcuni casi solo qualora tale mancato rispetto non venga rimediato nei periodi di tempo previsti, nonché il verificarsi di altre fattispecie quali, a titolo esemplificativo, eventi di cross-default, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, determinano ipotesi di inadempimento in capo ad Italgas e, eventualmente, possono causare l’esigibilità immediata del relativo prestito.

Con riferimento ai finanziamenti BEI, i relativi contratti prevedono una clausola per la quale, in caso di una significativa riduzione dell’EBITDA derivante dalla perdita di concessioni, è previsto un obbligo informativo a BEI e un successivo periodo di consultazione, al termine del quale potrebbe essere richiesto il rimborso anticipato del finanziamento.

Rischi strategici, di business e operativi

Italgas ha adottato specifici sistemi di gestione certificati con l’obiettivo di presidiare i processi e le attività aziendali, nel rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori, della salvaguardia dell’ambiente, della qualità e del risparmio energetico nei servizi offerti.

Rischi connessi al malfunzionamento e all’imprevista interruzione del servizio di distribuzione

 

La gestione delle attività regolate nel settore del gas implica una serie di rischi di malfunzionamento e di imprevista interruzione del servizio di distribuzione determinati da eventi accidentali tra cui incidenti, guasti o malfunzionamenti di apparecchiature o sistemi di controllo, minor resa di impianti ed eventi straordinari quali esplosioni, incendi, terremoti, frane o altri eventi simili che sfuggono al controllo di Italgas. Tali eventi potrebbero causare la riduzione dei ricavi e arrecare danni rilevanti a persone, cose o all’ambiente. Benché Italgas abbia stipulato specifici contratti di assicurazione in linea con le best practice a copertura di alcuni tra tali rischi, le relative coperture assicurative potrebbero infatti risultare insufficienti a far fronte a tutte le perdite subite, agli obblighi di risarcimento e agli incrementi di spesa.

Rischi connessi alla tutela ambientale, della salute e della sicurezza

 

L’attività di Italgas è soggetta alla normativa italiana e dell’Unione Europea in materia di tutela dell’ambiente.

Italgas svolge la propria attività nel rispetto delle leggi e dei regolamenti in materia di ambiente e sicurezza. Ciò considerato, non può tuttavia essere escluso con certezza che il gruppo possa incorrere in costi o responsabilità anche di dimensioni rilevanti. Sono, infatti, difficilmente prevedibili le ripercussioni economico – finanziarie di eventuali pregressi danni ambientali, anche in considerazione dei possibili effetti di nuove disposizioni legislative e regolamentari per la tutela dell’ambiente, dell’impatto di eventuali innovazioni tecnologiche per il risanamento ambientale, della possibilità dell’insorgere di controversie e della difficoltà di determinare le eventuali conseguenze, anche in relazione alla responsabilità di altri soggetti.

Italgas è impegnata in attività di bonifica di siti contaminati sostanzialmente per effetto dell’attività di produzione di gas manifatturato svolta in passato, rimozione e smaltimento rifiuti (prevalentemente per demolizione di strutture impiantistiche obsolete) ed eliminazione di materiali contenenti amianto.

A copertura delle passività stimate in relazione agli adempimenti previsti dalla vigente normativa, è stato costituito sin dall’anno 2001 un apposito fondo, di importo pari a 108 milioni di euro (dato aggiornato al 31 dicembre 2020).

Rischi connessi al cambiamento climatico

 

Ci confrontiamo con il rischio di incremento della frequenza di eventi naturali di estrema intensità nei luoghi in cui operiamo, e questo potrebbe provocare una indisponibilità più o meno prolungata di asset e infrastrutture, un incremento dei costi di ripristino e di assicurazione, interruzione del servizio, ecc.

Quattro rischi emergenti sono connessi al cambiamento climatico:

  • rischio di aumento delle temperature medie nelle aree in cui Italgas opera, con impatto negativo sui volumi di gas distribuito e/o sul numero di punti di riconsegna attivi serviti;
  • rischio di mutamento del contesto normativo e regolatorio italiano e comunitario in materia di gas serra con l’obiettivo di limitare le emissioni, ad esempio attraverso l’introduzione di misure che obblighino i distributori di gas naturale all’acquisto di certificati di copertura delle emissioni;
  • rischio di evoluzione tecnologica che può comportare un impatto negativo sulla domanda residenziale di gas naturale;
  • rischio connesso all’incertezza del ruolo del gas naturale nel futuro mix energetico.

Rischio connesso all’installazione degli smart meter

 

Italgas ha avviato a fine 2010 un piano di sostituzione di misuratori tradizionali con smart meter, che ha interessato fino a metà 2014 i contatori di classe superiore a G6 e successivamente anche quelli di classe inferiore (mass market).

I nuovi misuratori teleletti rappresentavano nella prima fase di sostituzione una tecnologia ancora in fase di evoluzione. Le caratteristiche costruttive fissate dall’Autorità hanno comportato per i produttori la necessità di progettare e realizzare in tempi coerenti con gli obblighi fissati da ARERA un prodotto dedicato unicamente al mercato italiano. Per altro si segnala la completa disponibilità solo dal 2015 della normativa tecnica di riferimento elaborata dal CIG (Comitato Italiano Gas, ente normatore affiliato all’UNI).

Italgas ha avviato l’installazione di tali apparecchi nel rispetto del calendario definito dall’ARERA; pertanto sussiste il rischio che si presentino livelli di malfunzionamento superiori alle performance storiche registrate per i contatori tradizionali e che si generino per la società maggiori oneri di manutenzione.

Rischi connessi ai Titoli di Efficienza Energetica

 

Il D.lgs. n. 164/00, relativo alla liberalizzazione del mercato del gas, all’art. 16.4 prevede che le aziende distributrici di gas naturale per impieghi civili perseguano obiettivi di risparmio energetico negli utilizzi finali e nello sviluppo delle fonti rinnovabili; a fronte dei risultati conseguiti, ai distributori sono assegnati i cosiddetti Titoli di Efficienza Energetica, il cui annullamento origina un rimborso da parte della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali sulla base di fondi costituiti attraverso la componente RE (Risparmio Energetico) delle tariffe di distribuzione.

A fronte dei quantitativi nazionali annui di risparmio energetico che devono essere perseguiti attraverso il meccanismo dei certificati bianchi, l’Autorità determina i relativi obiettivi specifici di risparmio energetico in capo ai distributori di energia elettrica e di gas naturale.

Esiste un rischio potenziale di perdita economica dovuto all’eventuale differenza negativa tra il valore medio di acquisto dei titoli e il contributo tariffario riconosciuto e all’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati.

Rischi connessi alla scadenza e al rinnovo delle concessioni di distribuzione del gas

 

L’attività di distribuzione del gas in cui è attivo il gruppo Italgas è esercitata in virtù di concessioni rilasciate da singoli comuni. Alla data del 31 dicembre 2020, Italgas gestisce 1.887 concessioni di distribuzione di gas naturale in tutto il territorio nazionale.

Il Decreto interministeriale n. 226/11 ha stabilito che il servizio di distribuzione del gas possa essere effettuato solo sulla base di procedure di gara indette esclusivamente per ATEM, di dimensione prevalentemente provinciale.

Italgas, nell’ambito delle procedure di gara avviate, potrebbe non risultare aggiudicataria delle concessioni negli ambiti pianificati, oppure potrebbe aggiudicarsi tali concessioni a condizioni meno favorevoli di quelle attuali, con possibili impatti negativi sull’attività operativa e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria. Si deve tuttavia rilevare che, nel caso di mancata aggiudicazione di concessioni relativamente ai comuni precedentemente gestiti, Italgas avrebbe diritto a vedersi riconoscere il valore di rimborso previsto a favore del gestore uscente (vedi punto successivo).

Inoltre si segnala che, nell’ambito delle procedure di gara avviate, Italgas potrebbe risultare aggiudicataria di concessioni in ATEM precedentemente gestiti totalmente o parzialmente da altri operatori; pertanto, non si può escludere che tali aggiudicazioni possano comportare, almeno inizialmente, oneri di gestione maggiori in capo al gruppo rispetto ai propri standard operativi.

Tenuto conto della complessità della normativa che disciplina la scadenza delle concessioni di cui Italgas è titolare, ciò potrebbe tradursi in contenziosi giudiziali e/o arbitrali con possibili effetti negativi sull’attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del gruppo.

Rischi connessi al valore di rimborso a carico del nuovo gestore

 

Con riferimento alle concessioni di distribuzione del gas relativamente alle quali Italgas è anche proprietaria delle reti e degli impianti, il D. Lgs. n. 164/00, come più volte successivamente integrato e modificato, stabilisce che il valore di rimborso riconosciuto ai gestori uscenti del servizio, titolari degli affidamenti e delle concessioni in essere, è calcolato nel rispetto di quanto stabilito nelle convenzioni o nei contratti, purché stipulati prima della data di entrata in vigore del regolamento di cui al D.M. 12 novembre 2011 n. 226 (cioè prima dell’11 febbraio 2012), e, per quanto non desumibile dalla volontà delle parti, nonché per gli aspetti non disciplinati dalle medesime convenzioni o contratti, in base alle Linee Guida su criteri e modalità operative per la valutazione del valore di rimborso, successivamente predisposte dal Ministero dello Sviluppo Economico con documento del 7 aprile 2014 e approvate con D.M del 22 maggio 2014.

In caso di disaccordo tra l’ente locale e il gestore uscente, con riferimento alla determinazione del valore di rimborso, il bando di gara riporta un valore di riferimento da utilizzare ai fini della gara, determinato come il maggiore fra la stima dell’ente locale concedente e la RAB.

Il D.M. n. 226/11 sui criteri di gara e di valutazione dell’offerta stabilisce che il gestore subentrante acquisisce la proprietà dell’impianto con il pagamento del valore di rimborso al gestore uscente, a eccezione delle eventuali porzioni di impianto di proprietà comunale.

A regime, cioè nei periodi successivi al primo, il rimborso al gestore uscente sarà comunque pari al valore delle immobilizzazioni nette di località, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località, calcolato con riferimento ai criteri usati dall’Autorità per determinare le tariffe di distribuzione (RAB).

Alla luce della nuova disciplina giuridica, non si può escludere che il valore di rimborso delle concessioni, per le quali risulti assegnatario un soggetto terzo all’esito delle gare d’ambito, sia inferiore al valore della RAB. In tal caso si potrebbero determinare effetti negativi sull’attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria di Italgas.

Rischio legato alle concessioni

 

Le concessioni prevedono impegni in capo al concessionario, tra cui impegni per investimenti. Non si può escludere che, anche per ritardi nell’ottenimento di autorizzazioni e permessi, tali investimenti siano realizzati oltre i termini temporali previsti, con il rischio che insorgano oneri a carico della società.

Rischio regolatorio

 

Italgas svolge la propria attività in un settore soggetto a regolamentazione. Le direttive e i provvedimenti normativi emanati in materia dall’Unione Europea e dal Governo Italiano, le decisioni dell’ARERA e più in generale la modifica del contesto normativo di riferimento possono avere un impatto sull’operatività, i risultati economici e l’equilibrio finanziario del gruppo.

Considerando la specificità del business e il contesto in cui Italgas opera, particolare rilievo assume l’evoluzione del contesto regolatorio in materia di criteri per la determinazione delle tariffe di riferimento.

Non si possono escludere futuri cambiamenti nelle normative adottate dall’Unione Europea o a livello nazionale che potrebbero avere ripercussioni impreviste sul quadro normativo di riferimento e, di conseguenza, sull’attività e sui risultati di Italgas.

Rischio legale e di non conformità

 

Il rischio legale e di non conformità riguarda il mancato rispetto, in tutto o in parte, delle norme a livello europeo, nazionale, regionale e locale cui Italgas deve attenersi in relazione alle attività che svolge. La violazione delle norme può comportare sanzioni penali, civili e/o amministrative nonché danni patrimoniali, economici e/o reputazionali.

Con riferimento a specifiche fattispecie, tra l’altro, la violazione della normativa a protezione della salute e sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente e la violazione delle norme per la lotta alla corruzione possono comportare sanzioni, anche rilevanti, a carico dell’azienda in base alla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti (D. Lgs. n. 231/01).

Ultimo aggiornamento: