Digital Reverse Flow: la rete del futuro per il biometano
Reti digitali pronte ai gas rinnovabili
Lo scenario energetico globale ha imposto negli ultimi anni una direzione precisa: accrescere la produzione locale di energia rinnovabile, riducendo la dipendenza dalle importazioni e rafforzando competitività e resilienza dei sistemi energetici. È in questa prospettiva che si collocano gli investimenti con cui Italgas sta trasformando le proprie reti – digitali, capillari e flessibili – per accogliere quote crescenti di gas rinnovabili.
Un percorso che nel Nord Est ha trovato una delle sue principali aree di sviluppo grazie a un importante piano di investimenti che nel 2025 ha raggiunto i 180 milioni di euro e che nell’anno in corso supererà i 200 milioni di euro. Un impegno che, oltre a rafforzare ulteriormente la sicurezza energetica, l’efficienza del servizio e a sostenere la decarbonizzazione dei consumi, sta contribuendo anche alla crescita occupazionale del territorio. In questo contesto si inserisce l’inaugurazione dell’impianto di Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese.
Che cos’è il Reverse Flow
Il Digital Reverse Flow è una tecnologia all’avanguardia che rende pressoché illimitata la capacità della rete locale di accogliere biometano, gas rinnovabile strategico che risponde alle tre dimensioni del “trilemma” energetico: sicurezza degli approvvigionamenti, economicità per famiglie e imprese, sostenibilità ambientale.
La tecnologia del reverse flow agisce sulla rete potenziandone la capacità di accogliere quote crescenti di biometano. Quando a livello locale la produzione supera il fabbisogno, l’impianto comprime il biometano in eccesso e lo invia verso la rete di trasporto regionale e nazionale, rendendolo disponibile dove c’è un fabbisogno da soddisfare.
L'impianto di Gazzo Veronese
Inaugurato il 19 giugno 2026, l’impianto di Gazzo Veronese (VR) è un hub di aggregazione per il biometano prodotto nel territorio.
La nuova infrastruttura, che ha richiesto un investimento di circa 2 milioni di euro, svolge anche una funzione di hub poiché riceve biometano da quattro diversi impianti di produzione che, a regime, immetteranno complessivamente in rete fino a 12 milioni di metri cubi l’anno di gas (prodotto principalmente da biomasse agricole, reflui zootecnici e sottoprodotti agroalimentari). Si tratta di un quantitativo in grado di soddisfare i consumi medi annui di circa 13.000 famiglie.
Come il resto del network Italgas, anche l’impianto veronese sarà controllato attraverso DANA (Digital Advanced Network Automation), il sistema proprietario di automazione e telecontrollo della rete, che consente la gestione da remoto, il monitoraggio in tempo reale e il funzionamento automatico degli impianti.
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Investimento
Circa 2 milioni di euro
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Capacità
fino a 12 milioni di m³/anno
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Fonti
4 impianti di produzione (biomasse agricole, reflui zootecnici, sottoprodotti agroalimentari)
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Utenze equivalenti
Circa 13.000 famiglie
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Gestione
remota e automatizzata tramite DANA
Gli impianti Italgas di Digital Reverse Flow in Italia
Quella di Gazzo Veronese non è l’unica rete integrata dalla tecnologia di Digital Reverse Flow: lungo il network Italgas sono presenti anche gli impianti di Avetrana (TA) e Terranova dei Passerini (LO) e se ne stanno realizzando altri due a Poggio Rusco (MN) e Ostellato (FE).
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