Ultimo prezzo

Crisi globale, energia locale: gli investimenti di Italgas per le regioni del Nord-Est

Inaugurato oggi a Gazzo Veronese (VR) un impianto di Digital Reverse Flow in grado di rendere pressoché illimitata la capacità della rete di accogliere biometano, gas rinnovabile a km0 strategico per rafforzare sicurezza energetica, competitività economica e sostenibilità

Gazzo Veronese (VR), 19 giugno 2026 – Lo scenario energetico globale ha imposto negli ultimi anni una direzione precisa: accrescere la produzione locale di energia rinnovabile, riducendo la dipendenza dalle importazioni e rafforzando competitività e resilienza dei sistemi energetici. È in questa prospettiva che si collocano gli investimenti con cui Italgas sta trasformando le proprie reti – digitali, capillari e flessibili – per accogliere quote crescenti di gas rinnovabili.

Un percorso che nel Nord Est ha trovato una delle sue principali aree di sviluppo grazie a un importante piano di investimenti che nel 2025 ha raggiunto i 180 milioni di euro e che nell’anno in corso supererà i 200 milioni di euro. Un impegno che, oltre a rafforzare ulteriormente la sicurezza energetica, l’efficienza del servizio e a sostenere la decarbonizzazione dei consumi, sta contribuendo anche alla crescita occupazionale del territorio.

In questo contesto si inserisce l'inaugurazione dell'impianto di Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese. Una tecnologia all’avanguardia che rende pressoché illimitata la capacità della rete locale di accogliere biometano, gas rinnovabile strategico per rispondere alle tre dimensioni del “trilemma” energetico: sicurezza degli approvvigionamenti, economicità per famiglie e imprese, sostenibilità ambientale.

Al taglio del nastro hanno preso parte il Sindaco di Gazzo Veronese, Stefano Negrini, l’Amministratore Delegato di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell’Orco, e il Chief People, Innovation & Transformation Officer di Italgas, Peter Durante.

“Lo sviluppo del biometano è una direzione strategica per il Paese – ha commentato Pier Lorenzo Dell’Orco, AD Italgas Reti –. Più gas verde, prodotto localmente, significa maggiore sicurezza energetica, più competitività per il sistema economico e al contempo minori emissioni di CO2. L’impianto di Gazzo Veronese va esattamente in questa direzione: potenziare la capacità della rete di accogliere quote incrementali di biometano e metterlo a disposizione non solo localmente ma dell’intero territorio. In questo modo con le nostre reti contribuiamo anche a valorizzare ulteriormente le eccellenze di questo territorio, agricole e industriali, che diventano una risorsa energetica. Un modello di economia circolare che risponde alla gestione dei rifiuti organici e alla transizione verso fonti rinnovabili".

La tecnologia di reverse flow agisce sulla rete potenziandone la capacità di accogliere quote crescenti di biometano. Quando a livello locale la produzione supera il fabbisogno, l’impianto comprime il biometano in eccesso e lo invia verso la rete di trasporto regionale e nazionale, rendendolo disponibile dove c’è un fabbisogno da soddisfare.

La nuova infrastruttura, che ha richiesto un investimento di circa 2 milioni di euro, svolge anche una funzione di hub poiché riceve biometano da quattro diversi impianti di produzione che, a regime, immetteranno complessivamente in rete fino a 12 milioni di metri cubi l’anno di gas (prodotto principalmente da biomasse agricole, reflui zootecnici e sottoprodotti agroalimentari). Si tratta di un quantitativo in grado di soddisfare i consumi medi annui di circa 13.000 famiglie.

Come il resto del network Italgas, anche l’impianto veronese sarà controllato attraverso DANA (Digital Advanced Network Automation), il sistema proprietario di automazione e telecontrollo della rete, che consente la gestione da remoto, il monitoraggio in tempo reale e il funzionamento automatico degli impianti.

Quella di Gazzo Veronese non è l’unica rete integrata dalla tecnologia di Digital Reverse Flow: lungo il network Italgas sono presenti anche gli impianti di Avetrana (TA) e Terranova dei Passerini (LO) e se ne stanno realizzando altri due a Poggio Rusco (MN) e Ostellato (FE).

Negli ultimi anni, il Gruppo Italgas ha rafforzato il proprio radicamento nel Nord Est del Paese ampliando il perimetro delle concessioni, investendo in nuove sedi e creando lavoro stabile. Attualmente il Gruppo conta circa 800 dipendenti; tra il 2025 e la prima metà dell'anno in corso ha già inserito 75 nuove figure professionali e conta di arrivare, entro dicembre, ad assumerne ulteriori 30 con particolare interesse per i ruoli di Addetta/Addetto e Tecnica/Tecnico Impianti e Distribuzione.

 "Dietro ogni investimento per lo sviluppo delle infrastrutture ci sono persone, competenze e professionalità che li rendono possibili e concreti – ha dichiarato Peter Durante, Chief People, Innovation & Transformation Officer di Italgas –. Un piano come quello che Italgas sta realizzando nel Nord Est non può prescindere da un importante impegno del Gruppo sul fronte occupazionale. Vogliamo continuare ad attrarre talenti, sviluppare professionalità qualificate e offrire percorsi di crescita coerenti con l’evoluzione del nostro settore. Per gestire reti sempre più digitali, intelligenti e sostenibili servono competenze nuove, radicate nei territori in cui operiamo. Le nostre persone acquisiscono una crescente e solida preparazione tecnica legata alla distribuzione del gas basata sempre più su tecnologie e competenze digitali: ambiti in cui il nostro Gruppo è riconosciuto come un'eccellenza internazionale anche sul fronte della formazione. È anche attraverso questo tipo di impegno che Italgas contribuisce alla crescita delle comunità e conferma il proprio ruolo di azienda fortemente legata allo sviluppo del territorio”.
File PDF - 183,99 KB