IGStorie | 02/08/19
DigitalRoom4: lo spazio dove si annulla la distanza tra le generazioni

 

«Quando sono entrato io, nel 1982, un modo di lavorare come quello della Digital Factory non era nemmeno immaginabile», Enrico Varese è da oltre 35 anni in Italgas, lavora a Torino nel settore normativo e ha un’esperienza aziendale che si intreccia ai ricordi di una vita.

 

All’epoca la cosa più avanzata che avevamo era una calcolatrice Texas Instruments e le schede perforate. Le competenze e il sapere aziendale si assimilavano per osmosi, la guida erano l’osservazione e l’ascolto di chi aveva già più esperienza.

 

Enrico insieme a Carlo Cirigliano, giovane ingegnere chimico di 33 anni, stanno contribuendo a riscrivere le regole del trasferimento delle competenze all’interno di Italgas oggi, per assicurare che il patrimonio del sapere aziendale sia acquisito anche dalle nuove generazioni.

Insieme, nella DigitalRoom 4, hanno fatto parte del team che aveva come obiettivo proprio questo progetto ambizioso, creare uno spazio e metodo di condivisione in cui anche la tecnologia ha avuto un ruolo essenziale. «È vero che il mestiere di chi distribuisce il gas è rimasto nella sostanza sempre lo stesso, ma questo non vuol dire che l’azienda deve rimanere ancorata a quello che si faceva 100 anni fa», spiega Carlo.

Ogni stanza della Digital Factory racchiude in sé un progetto, ogni progetto prende vita dalla collaborazione di un gruppo di 20 persone (e può crescere fino ad arrivare a 40). L’obiettivo è quello di creare un nuovo modo di lavorare, di affrontare i problemi e cercare le soluzioni. Lo spazio fisico invita tutti alla condivisione, a lavorare insieme e a concentrarsi sull’obiettivo comune.

Si scorgono diagrammi appesi sulle pareti in vetro, post it, foto, appunti: tutto ciò rappresenta plasticamente il confronto e le riflessioni della squadra.

 

«I colleghi più giovani prendono appunti su iPad, io su carta - sorride Enrico e tiene a precisare - sono molto preparati, hanno una visione del futuro, un approccio che definirei proattivo».

La Room 4 ha lavorato a una sorta di passaggio del testimone professionale e Carlo ribadisce più volte quanto la relazione con un collega più esperto abbia contato per lui: «Enrico è un punto di riferimento, una persona da cui ho imparato molte cose operative e normative, ma anche su come gestire le relazioni, come comportarmi in situazioni diverse con figure diverse. Non sono cose che si raccontano, sono cose che capisci, che vivi».

Enrico in giacca e cravatta parla con professionalità, equilibrio e pacatezza; Carlo in camicia bianca e un sorriso aperto, cordiale, sprizza energia attraverso le parole, gli occhi e la gestualità.

Da questo mix di esperienza e dalla sintesi tra innovazione e passione per la tecnologia, sono emersi risultati determinanti, sia per i risultati del progetto che per le relazioni professionali.

 

Gli ambienti della Digital Factory hanno dato una dimensione fisica al lavoro di squadra, Carlo infatti è convinto che «lo spazio aumenta la possibilità di interagire con altre persone, accresce il coinvolgimento dei colleghi. E nella condivisione non ci sono individualismi: nella Digital Factory il concetto di squadra è portato all’estremo». Non solo, «anche le pareti di vetro rappresentano un invito alla partecipazione per gli altri colleghi».

 

I visori per la realtà aumentata, studiati nel progetto della Room 4, sono l’esempio pratico, uno strumento per il passaggio generazionale, il trasferimento delle competenze nel concreto.

Consentono di far lavorare un tecnico sul territorio, in collegamento con la sala operativa che lo segue da remoto, così il personale più giovane che è sul campo impara dai professionisti più esperti.

«Se penso che quando sono entrato in azienda non c’erano i computer e oggi sto assistendo all’ingresso della realtà aumentata, capisco il salto che ha fatto Italgas. Siamo diventati davvero una realtà innovativa e internazionale», guarda al passato Enrico, ma senza nostalgia, con realismo, e aggiunge: «la parte in ferro, se posso definirla così, sembra essere cambiata meno, ma abbiamo introdotto nuovi materiali, nuova tecnologia, anche dall'estero. Adesso sugli impianti cerchiamo di non essere ciechi. Gli occhiali rappresentano bene questo cambiamento».

 

 

«Ciò che conta nella Digital factory è la concentrazione assoluta - spiega Enrico - la determinazione a raggiungere un obiettivo, una metodologia di lavoro differente, in cui siamo stati aiutati anche dai consulenti che ci hanno seguito lungo tutto il percorso».

Dei due colpisce che portino al polso cronografi sportivi: Enrico lo utilizza per andare in bici sulle colline attorno a Torino, Carlo per correre. La metafora sportiva appare naturale, lo sforzo collettivo di una squadra, il raggiungimento di un risultato.

E nella metafora anche le differenze di età raccontano approcci differenti. «Quando ero ragazzo amavo la discesa - racconta Enrico Varese - oggi penso alla salita, alla resistenza, all’arrivare fino in fondo.»

Nella Digital Factory ogni giornata comincia con lo «stand up meeting - racconta Carlo - che è una sorta di rituale nel quale tutti i partecipanti si ritrovano in piedi, in cerchio, e serve a fare il punto della situazione. Il lavoro nella stanza non viene portato avanti sempre tutti insieme e sullo stesso argomento, in questa riunione si congiungono tutti i punti dell’attività».

 

La condivisione non è solo sul lavoro, questi spazi ripensati in un’ottica di trasversalità, accorciano anche le distanze: «Ci sono momenti al biliardino in cui la distanza tra generazioni si annulla totalmente - racconta Carlo.

Questo ambiente ha il merito di aver portato alla luce e di aver valorizzato l’incontro tra competenze, che è parte di un processo più ampio. Italgas sta affrontando un importante momento di rinnovo del personale, tanti operativi andranno in pensione nei prossimi anni e c'è un grande bisogno di facilitare il più possibile l’interazione, lo scambio e il trasferimento di competenze».

 

 

 

 

Fare gruppo non è solo un’espressione che rischia di trasformarsi in un luogo comune aziendale. Enrico racconta l’Italgas di 30 anni fa quando «le persone si vedevano fuori il sabato per fare un barbecue, ci si incontrava con tutta la famiglia, si passava del tempo insieme». Oggi si lavora in un clima diverso e si condividono competenze e passioni, ma lo spirito è lo stesso di un tempo, anche secondo Carlo: «ho conosciuto un gruppo di persone molto collaborative ed entusiaste; si dice che a trascinare il gruppo sia il business owner ma tante volte è vero il contrario: è il gruppo che trascina».

Enrico e Carlo sono convinti che essere protagonisti del cambiamento che comporta un miglioramento della vita, del lavoro e dei rapporti sia una cosa bellissima, che dà piena soddisfazione e orgoglio di far parte di un’azienda come Italgas.

 

 

COS'È LA DIGITAL FACTORY DI ITALGAS

La Digital Factory è la fabbrica di idee e soluzioni innovative che supportano Italgas nel suo processo di trasformazione digitale. È nata proprio per creare il giusto ambiente in cui sperimentare il ‘‘learn by doing’’, un vero e proprio laboratorio permanente.

Nella sede di Milano sono state create quattro stanze digitali: in ciascuna di queste lavorano team multifunzionali che hanno il compito di mettere a punto nuove soluzioni ICT e disegnare nuovi processi di lavoro in un tempo stabilito di 16 settimane.

ultimo aggiornamento 06 August 2019 04:29 UTC