Il rispetto dei diritti umani

Italgas svolge le proprie attività di impresa tenendo in particolare considerazione il riconoscimento e la salvaguardia della dignità, della libertà e dell’uguaglianza degli esseri umani, la tutela del lavoro e delle libertà sindacali, della salute e della sicurezza sui luoghi lavoro, nonché dell’ambiente.

L’impegno di Italgas

Italgas svolge le proprie attività di impresa tenendo in particolare considerazione il riconoscimento e la salvaguardia della dignità, della libertà e dell’uguaglianza degli esseri umani, la tutela del lavoro e delle libertà sindacali, della salute e della sicurezza sui luoghi lavoro, nonché dell’ambiente.

Italgas tutela e promuove il rispetto di tutti i Diritti Umani da intendersi, in coerenza con quanto previsto dal Codice Etico, quali inalienabili e imprescindibili prerogative degli esseri umani e fondamento per la costruzione di società fondate sui principi di uguaglianza, solidarietà, ripudio della guerra e per la tutela dei diritti civili e politici, dei diritti sociali, economici e culturali nonché dei diritti cosiddetti di terza generazione (diritto all’autodeterminazione, alla pace, allo sviluppo e alla salvaguardia dell’ambiente). La Politica della Politica Dignità Personale e la Politica di diversità e inclusione rinforzano gli impegni del gruppo nella tutela dei Diritti Umani.

Il Gruppo dispone di una Politica sui Diritti Umani, all’interno della quale vengono delineati i principi di riferimento e le azioni intraprese per la tutela dei Diritti Umani nello svolgimento delle proprie attività, incluso nel processo di due diligence in vista di eventuali acquisizioni o ampliamenti del Gruppo, e, in generale, in ogni contesto in cui operano le Persone di Italgas e i Business Partners.

Le azioni intraprese da Italgas a tutela dei Diritti Umani sono sviluppate, anche nel contesto dell’adeguamento al primo e al secondo principio del Global Compact, nell’ambito del quadro di riferimento della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, delle Convenzioni fondamentali dell’ILO – International Labour Organization e delle Linee Guida OCSE per le Imprese Multinazionali.

Il processo di due diligence

Italgas e tutte le altre società del Gruppo hanno adottato un proprio modello di organizzazione, gestione e controllo – il Modello 231, ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 – che mira a prevenire la commissione di reati nell’interesse o a vantaggio della società. Il Modello 231 è lo strumento adottato per prevenire la responsabilità amministrativa dell’ente ed è destinato ai componenti degli organi sociali di Italgas, al management e ai dipendenti, nonché a coloro che operano per il raggiungimento degli obiettivi di Italgas.

Il Modello 231 di Italgas e delle altre società del Gruppo viene costantemente aggiornato in funzione delle riforme legislative che modificano l’elenco dei reati presupposto rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Tra i reati previsti dalla normativa, e quindi valutati da Italgas attraverso un approfondito assessment, vi sono i seguenti:

  • Impiego di altri cittadini che soggiornano illegalmente nel paese (in riferimento alle tematiche di: lavoro forzato, lavoro minorile, libertà di associazione, diritto alla contrattazione collettiva, traffico di esseri umani).
  • Razzismo e xenofobia, relativamente al tema di discriminazione.
  • Crimini contro l’individuo, compresa la schiavitù moderna (lavoro forzato), l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro (relativamente ai temi di lavoro forzato, lavoro minorile, libertà di associazione, diritto alla contrattazione collettiva, traffico di esseri umani, disabilità, giusta remunerazione).

La valutazione effettuata, anche sui suddetti reati, comprende le seguenti attività:

  • Analisi as-is volta ad individuare i processi e le attività a rischio di commissione dei reati previsti dal Decreto, anche attraverso interviste ai Process Owner.
  • Autovalutazione del rischio di commissione dei reati e del sistema di controllo in essere per prevenire comportamenti/azioni illecite.
  • Individuazione di un piano di miglioramento per i reati rilevanti / applicabili che sono eventualmente individuati.

I rischi relativi ai diritti umani sono integrati nelle attività multidisciplinari di gestione del rischio a livello aziendale (ERM).

Inoltre, la Funzione Group Security è impegnata quotidianamente nell’analisi, verifica e segnalazione tempestiva di rischi, minacce, pericoli e altre informazioni utili al fine di supportare il Gruppo Italgas nella protezione e sviluppo dei propri beni, persone e interessi. Supporta le strutture aziendali attraverso attività di Due Diligence Reputazionale volte ad individuare le novità relative ad azionisti, partner, fornitori e clienti e società eventualmente oggetto di M&A e a supportarli nelle loro scelte decisionali. Le attività di Due Diligence, basate su una metodologia di Risk Approach, valutano ed evidenziano gli aspetti di attenzione considerando 120 tipologie di reato, fra cui più di 30 tipologie di reati correlati al tema dei Diritti Umani: traffico di esseri umani, lavoro minorile, lavoro forzato, discriminazione, anche sulle disabilità. Il processo di Due Diligence Reputazionale è stato formalizzato attraverso un Manuale dedicato che descrive le attività svolte dal team Italgas e le componenti dell’infrastruttura digitale che supporta e consente lo sviluppo più accurato e tempestivo di alert e report, a seconda dei rischi affrontati dal Gruppo, e comprendente la prospettiva dei Diritti Umani. I rischi relativi ai diritti umani e la loro valutazione sono anche integrati nell’Enterprise Risk Management Model (ERM).

Rispetto alla catena di fornitura del Gruppo, Italgas ha adottato uno specifico sistema di verifica della sostenibilità delle imprese, per promuovere la creazione di valore condiviso e, al tempo stesso, ai fini di un monitoraggio periodico, come previsto dalla legge, dal Codice Etico di Gruppo, dall’Ethics and Integrity Agreement e nel rispetto del modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001.

In questo ambito, Italgas implementa attività al fine di garantire il rispetto dei diritti umani lungo la propria catena di fornitura:

  • In fase di qualifica: grazie al sistema di Vendor Management viene svolta un’accurata selezione delle aziende che intendono partecipare alle procedure di approvvigionamento, valutando gli aspetti relativi a salute e sicurezza, ambiente, diritti umani, nonché gli aspetti tecnici, finanziari/economici e legali. Tutti i fornitori di Italgas devono accettare e sostenere i principi del Codice Etico, del Patto Etico e di Integrità e del Modello 231, a partire dal rispetto e dalla tutela dei diritti umani, della salute e sicurezza sul lavoro, dell’ambiente e della sostenibilità, nonché dal rispetto delle leggi.
  • In fase di valutazione e monitoraggio: verifica della valutazione operativa delle performance e valutazione della reputazione del profilo del fornitore, attraverso un lavoro di due diligence che comprende il vendor rating operativo, gli audit di terza parte presso i siti, gli audit tecnici HSEQ, le verifiche reputazionali, gli indici di sostenibilità e il monitoraggio costante dei contenziosi aperti e degli indici infortunistici. Tra i controlli reputazionali eseguiti vi sono aspetti legati alla regolarità della manodopera impiegata e al rispetto delle disposizioni per i dipendenti con disabilità.

Nell’ambito del processo di due diligence, i seguenti gruppi vulnerabili sono considerati all’interno delle analisi effettuate, sopra elencate:

  • Dipendenti
  • Donne e bambini
  • Lavoratori migranti
  • Contrattisti di terze parti
  • Comunità locali
  • Persone con disabilità o appartenenti a categorie protette

La due diligence sui temi precedenti viene condotta anche in caso di operazioni di M&A, inclusi temi relativi alla remunerazione.

Risultati del processo di Due diligence e azioni di mitigazione implementate

Le attività descritte nell’ambito della Due diligence in materia di diritti umani, tra cui la mappatura dei rischi ERM, il Modello 231 e la Due diligence Reputazionale, sono condotte su tutte le operazioni e le Società del Gruppo, coprendo la totalità dei dipendenti.

Anche nell’ambito del processo di qualificazione e del successivo sistema di valutazione e monitoraggio della catena di fornitura, vengono affrontati gli aspetti legati ai diritti umani, come da Modello 231. Negli ultimi tre anni, la totalità dei contrattisti e dei fornitori Tier-1 è stata sottoposta a tali valutazioni. I rischi per i diritti umani sono stati valutati come molto bassi lungo tutta la catena del valore del Gruppo, pertanto non è stata messa in atto alcuna azione di mitigazione specifica, ma piuttosto azioni correttive a livello di Gruppo incentrate sul rafforzamento e sull’aumento delle misure di mitigazione del rischio esistenti.

Dall’analisi effettuata, anche in considerazione del più recente aggiornamento del Modello 231 effettuato nel 2021, i rischi relativi ai diritti umani , inclusi quelli concernenti certi crimini rilevanti per il Decreto 231/2001, sono stati valutati come molto bassi in tutte le attività del Gruppo e lungo tutta la catena del valore, pertanto nel Modello 231 non sono state messe in atto specifiche azioni di mitigazione né di rimedio, ma piuttosto attività di presidio focalizzate nel rafforzare, a livello di Gruppo, il processo di gestione del rischio, come ad esempio:

  • Sistema di reclutamento che assume per politica solo adulti con più di 18 anni.
  • Costante revisione e aggiornamento del Codice Etico con particolare attenzione anche alla tutela dei diritti umani e alla formazione sui valori in esso contenuti per tutti dipendenti.
  • Applicazioni ICT per rispettare la legislazione nazionale sulle disabilità (es. ipovedenti).
  • Ottenimento della certificazione ISO 37001 e ISO 45001 per Italgas e tutte le società del Gruppo e relativo piano di miglioramento.
  • Adozione e mantenimento di un sistema di gestione conforme alle norme ISO (ISO 37001, ISO 45001)
  • Audit di conformità sui sistemi integrati HSEQ (inclusa ISO 45001) e ISO 37001.
  • Richiesta a tutti i fornitori di firmare e seguire il “Codice Etico dei Fornitori”, che richiede un impegno da parte dei fornitori, ispirato, tra l’altro, a quanto previsto a livello internazionale dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU, dalla Dichiarazione sui Principi e Diritti Fondamentali del Lavoro e dalle Convenzioni emanate dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dai Dieci Principi del Global Compact dell’ONU, oltre che dai contenuti dei Guiding Principles on Business and Human Rights delle Nazioni Unite e dalle Guidelines for Multinational Enterprises dell’OECD.
  • Audit tecnici su fornitori e appaltatori in fase di qualifica e di normale attività per garantire le corrette condizioni di lavoro (e quindi l’assenza di lavoro forzato e minorile, il rispetto della libertà di associazione e contrattazione collettiva, l’assenza di discriminazione, il rispetto dei lavoratori con disabilità in conformità alla legislazione nazionale e il rispetto del lavoro straniero/immigrato).
  • Campagna di sensibilizzazione verso i fornitori per l’ottenimento della SA8000 (Responsabilità sociale).
  • Istituzione di canali di whistleblowing e procedure dedicate per garantire e gestire adeguatamente ogni violazione o potenziale segnalazione in materia di diritti umani.
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