L’
energia eolica è l’energia ricavata dalla
forza del vento e trasformata in elettricità attraverso appositi impianti. Si tratta di una
fonte rinnovabile perché utilizza una risorsa naturale continuamente disponibile e non richiede la combustione di carbone, petrolio o gas per produrre energia.
Durante il funzionamento, gli
impianti eolici non generano emissioni dirette di
anidride carbonica né gli altri inquinanti atmosferici tipici delle centrali alimentate da
combustibili fossili. Anche per questo l’
eolico è diventato uno degli strumenti centrali della
transizione energetica, insieme al
fotovoltaico, all’
idroelettrico, alle
bioenergie e alle altre soluzioni a basse emissioni.
La sua diffusione ha assunto ormai una dimensione globale. Secondo
IRENA, nel solo 2024 sono stati installati nel mondo 113 GW di nuova
capacità eolica, mentre le
fonti rinnovabili hanno raggiunto complessivamente il 46% della
capacità elettrica installata a livello globale. Questo rende l’energia del vento non soltanto una risposta alla necessità di ridurre le emissioni, ma anche una componente sempre più rilevante per la
sicurezza e la diversificazione degli approvvigionamenti energetici.
Cos’è l’energia eolica e come viene prodotta
L’
energia eolica nasce dal movimento delle
masse d’aria, generato principalmente dalle differenze di temperatura e pressione presenti nell’atmosfera. Questi spostamenti producono il vento, la cui
energia cinetica può essere intercettata e convertita prima in energia meccanica e poi in
elettricità.
Al cuore di un moderno
impianto eolico si trova l’
aerogeneratore, comunemente chiamato turbina eolica. Le sue pale sono collegate a un rotore e iniziano a girare quando vengono investite dal vento. Il movimento viene trasferito a un
generatore elettrico collocato nella navicella, la struttura situata nella parte superiore della torre.
L’elettricità prodotta viene quindi trasformata alla tensione adatta e convogliata, attraverso cavi e sottostazioni, verso la
rete elettrica. Nei parchi composti da più turbine, l’energia generata dai singoli aerogeneratori confluisce in un unico punto di connessione, dal quale viene immessa nel sistema.
La quantità di
elettricità ottenibile dipende da diversi fattori. Accanto alla velocità e alla regolarità del vento, contano l’altezza della torre, il diametro del rotore, le caratteristiche tecnologiche della turbina e la conformazione del territorio. Prima di costruire un impianto vengono quindi effettuate campagne di misurazione e analisi anemometriche, spesso della durata di diversi mesi o anni, per stabilire se il sito possiede condizioni adeguate.
Le turbine più recenti sono inoltre dotate di sensori e sistemi digitali che regolano automaticamente l’orientamento della navicella e l’inclinazione delle pale. In questo modo l’aerogeneratore può adattarsi alla direzione e all’intensità del vento, massimizzando la produzione e proteggendo i componenti quando le condizioni meteorologiche diventano troppo severe.
Tipologie di impianti eolici: onshore e offshore
Gli
impianti eolici si distinguono principalmente in
eolico onshore, realizzato sulla terraferma, ed
eolico offshore, installato in mare. Il principio di funzionamento è analogo, ma cambiano le caratteristiche progettuali, le dimensioni delle turbine, i costi e le modalità di
connessione alla rete.
Eolico onshore
Gli
impianti onshore vengono generalmente costruiti in aree collinari, montuose o pianeggianti caratterizzate da una buona disponibilità di vento. Rappresentano la soluzione più diffusa perché richiedono infrastrutture meno complesse, sono più facilmente accessibili per la manutenzione e presentano, in media, costi di installazione inferiori rispetto ai progetti in mare.
Un
parco onshore può comprendere poche turbine oppure decine di aerogeneratori distribuiti sul territorio. La progettazione deve tenere conto non solo della qualità della risorsa eolica, ma anche della distanza dalle abitazioni, della tutela del paesaggio e della
biodiversità, della viabilità necessaria per trasportare i componenti e della possibilità di collegare l’impianto alla
rete elettrica.
Eolico offshore
L’
eolico offshore sfrutta invece i venti che soffiano sul mare, generalmente più forti e costanti e meno soggetti agli ostacoli presenti sulla terraferma. Questo consente di utilizzare turbine di maggiori dimensioni e di raggiungere livelli di produzione elevati. Gli impianti possono essere collocati su fondazioni fissate al fondale oppure, dove la profondità dell’acqua è maggiore, su
piattaforme galleggianti ancorate al fondo marino.
La
tecnologia eolica galleggiante è particolarmente interessante per i Paesi caratterizzati da fondali che diventano rapidamente profondi, come avviene in diverse aree del Mediterraneo. Permette infatti di installare gli aerogeneratori più lontano dalla costa e di accedere a zone con una risorsa eolica favorevole, senza ricorrere necessariamente a strutture fisse sul fondale.
A fronte di una maggiore capacità produttiva, gli
impianti offshore richiedono però investimenti più elevati e infrastrutture specifiche, come cavi sottomarini, sottostazioni marine, porti attrezzati e mezzi specializzati per il montaggio e la manutenzione. Secondo le previsioni dell’
International Energy Agency, le nuove installazioni offshore nel mondo potrebbero passare dai 9,2 GW del 2024 a oltre 37 GW all’anno entro il 2030, nonostante le difficoltà legate ai costi, alle
catene di fornitura e alla
sostenibilità economica di alcuni progetti.
| Caratteristica |
Eolico onshore |
Eolico offshore |
| Posizione |
Terraferma (colline, montagne, pianure) |
Mare, su fondazioni fisse o piattaforme galleggianti |
| Vento |
Meno costante, soggetto a ostacoli del territorio |
Più forte e costante, meno ostacoli |
| Dimensione turbine |
Generalmente inferiore |
Generalmente maggiore |
| Costi di installazione |
Più contenuti |
Più elevati (cavi sottomarini, porti, mezzi specializzati) |
| Manutenzione |
Più semplice e accessibile |
Più complessa, richiede mezzi navali |
| Crescita prevista (IEA) |
– |
Da 9,2 GW (2024) a oltre 37 GW/anno entro il 2030 |
I principali vantaggi ambientali ed economici dell’energia eolica
Il primo vantaggio dell’
energia eolica è legato alla
riduzione delle emissioni. Una turbina non utilizza combustibile durante il funzionamento e, di conseguenza, non produce emissioni dirette di
gas serra per ogni chilowattora generato. Esistono naturalmente impatti associati alla produzione dei componenti, alla costruzione, al trasporto e alla dismissione degli impianti, ma le emissioni considerate lungo l’intero ciclo di vita risultano molto inferiori rispetto a quelle delle
fonti fossili.
L’
eolico contribuisce inoltre a diversificare il
mix energetico e a ridurre l’esposizione alle variazioni dei prezzi internazionali dei combustibili. Il vento è infatti una risorsa locale che non deve essere acquistata o importata. Una volta realizzato l’impianto, i costi operativi sono legati principalmente alla gestione, al monitoraggio e alla manutenzione delle turbine.
Questo elemento ha favorito una forte crescita della
competitività economica della tecnologia.
IRENA indica che nel 2024 il 91% della nuova
capacità rinnovabile di grande scala entrata in funzione ha prodotto elettricità a un costo inferiore rispetto alla più economica tra le nuove alternative fossili. Nello stesso anno, l’
eolico onshore è risultato mediamente la fonte meno costosa per la nuova generazione elettrica, con un costo livellato globale di circa 0,034 dollari per kWh.
Accanto ai vantaggi energetici, la realizzazione di un
parco eolico può generare ricadute economiche sul territorio. Le fasi di progettazione, costruzione, esercizio e manutenzione coinvolgono imprese, tecnici, operatori logistici e professionalità specializzate. Nei
progetti offshore, in particolare, lo sviluppo della filiera può interessare porti, cantieri navali, produttori di componenti, servizi marittimi e attività di ricerca.
La
produzione eolica richiede inoltre quantità d’acqua molto limitate durante l’esercizio, a differenza di alcune centrali termoelettriche che utilizzano acqua nei processi di raffreddamento. Questo aspetto assume un valore crescente nei territori esposti a siccità e stress idrico.
Limiti e sfide dello sviluppo eolico
Il principale limite dell’eolico è la
variabilità della produzione. Il vento non soffia sempre con la stessa intensità e non può essere programmato in funzione della
domanda di elettricità. La potenza effettivamente generata può quindi cambiare nel corso della giornata e delle stagioni.
Questo non significa che l’
eolico non possa contribuire in modo affidabile al
sistema energetico, ma la sua crescita deve essere accompagnata dall’evoluzione delle reti, degli accumuli e degli strumenti di previsione. Sistemi digitali sempre più precisi consentono di stimare la produzione attesa, mentre batterie, impianti di pompaggio, interconnessioni e altre risorse flessibili aiutano a bilanciare in tempo reale domanda e offerta.
In parallelo, la costruzione degli impianti deve confrontarsi con la tutela del territorio e l’accettabilità da parte delle comunità locali. Le turbine possono modificare il paesaggio e produrre rumore nelle aree vicine, mentre una localizzazione non adeguatamente studiata può interferire con rotte migratorie, habitat e attività economiche esistenti.
Per ridurre questi impatti sono necessarie valutazioni ambientali accurate, una scelta attenta dei siti e un confronto trasparente con i territori. Le turbine moderne possono inoltre essere dotate di tecnologie di monitoraggio della fauna e di sistemi che ne arrestano temporaneamente il funzionamento in presenza di particolari condizioni di rischio.
Un’altra sfida riguarda la durata dei procedimenti autorizzativi. La
Commissione europea ha indicato la semplificazione e la maggiore prevedibilità delle autorizzazioni tra le condizioni necessarie per accelerare lo sviluppo del settore, insieme al rafforzamento delle catene di fornitura, della capacità produttiva e delle competenze professionali europee.
Resta infine il tema della gestione dei componenti al termine della loro vita utile. Acciaio, rame, alluminio e altri materiali presenti nelle turbine possono essere in larga parte recuperati. Più complesso è il riciclo delle pale, generalmente realizzate con materiali compositi, anche se l’industria sta sviluppando nuove soluzioni progettuali, processi di recupero e pale maggiormente riciclabili.
Il futuro dell’energia eolica nella transizione energetica
Nei prossimi anni l’energia eolica continuerà a crescere insieme alle altre
fonti rinnovabili. L’
International Energy Agency prevede che entro il 2030 le rinnovabili possano arrivare a generare circa il 43% dell’elettricità mondiale, rispetto al 32% registrato nel 2024. L’
eolico dovrebbe contribuire a circa il 30% dell’incremento della produzione rinnovabile atteso nel periodo.
In Italia, la crescita dovrà inserirsi in un
sistema energetico nel quale il contributo di fonti diverse sarà sempre più integrato. Nel 2024 le
rinnovabili hanno prodotto 118,4 TWh, pari al 51,83% dell’elettricità immessa nel sistema nazionale, in aumento rispetto ai 104,2 TWh dell’anno precedente. I dati sul
mix energetico nazionale sono pubblicati dal
GSE.
La disponibilità di una maggiore quantità di
elettricità rinnovabile apre inoltre nuove prospettive per l’integrazione tra settori. Nei momenti di elevata produzione, l’
energia eolica può alimentare sistemi di accumulo, processi industriali elettrificati o elettrolizzatori destinati a produrre
idrogeno verde. Quest’ultimo può essere impiegato nei comparti più difficili da elettrificare direttamente oppure trasformato, insieme alla CO₂ biogenica, in
combustibili sintetici.
Questo collegamento rende complementari lo sviluppo della generazione
rinnovabile e l’evoluzione delle
infrastrutture energetiche. Le
reti elettriche devono diventare più flessibili e interconnesse, mentre le
infrastrutture del gas possono progressivamente prepararsi a distribuire molecole a basse o zero emissioni, come il
biometano, l’
idrogeno e il
metano sintetico.
È in questo quadro che Italgas lavora alla
trasformazione digitale delle reti e allo sviluppo dei gas rinnovabili, con particolare attenzione al
biometano e alla sperimentazione della filiera dell’
idrogeno verde. Una produzione elettrica
rinnovabile più ampia, ottenuta anche grazie al vento, può infatti favorire la produzione di
idrogeno tramite elettrolisi e creare nuove connessioni tra
sistema elettrico e
sistema gas.
La
digitalizzazione rende le reti più capaci di monitorare qualità, pressione e flussi in tempo reale. Il sistema
DANA, sviluppato da Italgas, consente il comando e il controllo da remoto degli impianti e supporta anche la gestione della distribuzione di
gas rinnovabili come
idrogeno e
biometano.
Il futuro dell’
energia eolica non dipenderà quindi soltanto dal numero e dalla potenza delle turbine installate. Dipenderà dalla capacità di integrare tecnologie, reti, accumuli e strumenti digitali, costruendo un
sistema energetico più diversificato, resiliente e capace di utilizzare in modo efficiente tutte le risorse disponibili. In questa prospettiva, elettroni e molecole rinnovabili non rappresentano alternative contrapposte, ma componenti complementari della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.