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Italgas: approvati i risultati consolidati al 30 giugno 2022

Milano, 25 luglio 2022 – Il Consiglio di Amministrazione di Italgas, riunitosi oggi sotto la presidenza di Benedetta Navarra, ha approvato i risultati consolidati del primo semestre 2022.

Principali dati

Highlight economici e finanziari consolidati:

  • Ricavi totali: 707,4 milioni di euro (+6,3%)
  • Margine Operativo Lordo (EBITDA): 513,3 milioni di euro (+4,9%)
  • Utile operativo (EBIT): 296,0 milioni di euro (+5,9%)
  • Utile netto adjusted attribuibile al Gruppo: 188,3 milioni di euro (+6,9%)
  • Investimenti tecnici: 374,4 milioni di euro
  • Flusso di cassa da attività operativa: 459,5 milioni di euro
  • Indebitamento finanziario netto (esclusi gli effetti ex IFRS 16): 5.033,4 milioni di euro
  • Indebitamento finanziario netto: 5.094,4 milioni di euro

ESG – indicatori principali di Scope 1 e Scope 2 e consumo di energia:

  • Consumo netto di energia: 301,5 TJ (-14,0%)
  • 54,7 103 tCO2eq Scope 1 e 2 (-21,3%)
  • 47.667 km di rete ispezionata (+35,4%)
  • Emissioni fuggitive/km indagati: 49,02 Smc/km (-43,7%)

Highlight operativi (comprensivi delle società partecipate):

  • Comuni in concessione per il servizio di distribuzione gas: n. 1.899
  • Numero di contatori attivi: 7,75 milioni
  • Rete di distribuzione gas: circa 74.788 Km

I risultati del primo semestre 2022 del Gruppo Italgas confermano la resilienza del modello di business, con la crescita costante di tutti i principali indicatori economico-finanziari e la capacità del Gruppo di coniugare lo sviluppo con il raggiungimento dei target di sostenibilità ulteriormente rivisti al rialzo nel Piano Strategico 2022-2028, presentato il 15 giugno scorso alla comunità finanziaria.

Uno sforzo che conferma l’impegno della Società nel fornire un contributo attivo sia al processo di transizione energetica, reso ancora più urgente dagli obiettivi fissati dalla Commissione europea nel REPowerEU, sia all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Nel periodo sono stati realizzati 374,4 milioni di euro di investimenti dedicati prioritariamente alla trasformazione digitale di asset e processi, alla metanizzazione della Sardegna e al repurposing delle reti al fine di abilitarle alla distribuzione di gas rinnovabili (nell’immediato biometano e nel medio periodo idrogeno e metano sintetico).

Nel primo semestre 2022 sono stati posati 230 km di nuove condotte; in Sardegna la realizzazione di nuove reti completamente digitali è proseguita raggiungendo un’estensione complessiva di 909 km su un totale da realizzare di circa 1.100 km e nel primo semestre 2022 sono stati messi in servizio 11 nuovi impianti di stoccaggio e rigassificazione di GNL, per un totale di 64 impianti al servizio dei Bacini in concessione.

I fabbisogni connessi agli investimenti netti del primo semestre 2022 sono stati più che coperti dal flusso di cassa da attività operativa, pari a 459,5 milioni di euro.

La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2022 è pari a 5.094,4 milioni di euro (4.980,0 milioni di euro al 31 dicembre 2021). Al netto dei debiti finanziari ex IFRS 16 pari a 61,0 milioni euro (70,0 milioni di euro al 31 dicembre 2021), la posizione finanziaria netta si attesta a 5.033,4 milioni di euro (4.910,0 milioni di euro al 31 dicembre 2021).

L’EBITDA del primo semestre 2022 ammonta a 513,3 milioni di euro (+4,9% rispetto 30 giugno 2021) e l’utile netto adjusted attribuibile al Gruppo è pari a 188,3 milioni di euro (+6,9% rispetto 30 giugno 2021).

Nell’ambito della gara pubblica indetta dal governo greco per la privatizzazione dell’operatore di distribuzione del gas DEPA Infrastructure S.A, Italgas è in attesa di perfezionare l’acquisizione del 100% della Società.

Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas, ha così commentato:  

I risultati del primo semestre 2022 sono l’ulteriore conferma della solidità di un Gruppo capace di continuare a crescere in maniera ininterrotta nonostante uno scenario caratterizzato da condizioni economico-sociali e geopolitiche sempre più complesse.

Raggiungiamo il primo giro di boa dell’anno registrando la crescita di tutti gli indicatori economici: l’EBITDA cresce del 4,9% superando i 513 milioni di euro, e l’Utile netto adjusted, con un +6,9%, si attesta a 188 milioni di euro circa. Gli investimenti, oltre i 370 milioni di euro, stanno realizzando la trasformazione digitale della rete, sempre più smart, capillare e flessibile al servizio della transizione energetica e della decarbonizzazione dei consumi.

In Sardegna prosegue il nostro impegno per la completa metanizzazione dei territori in concessione. Il network, che si estende per circa 1.500 chilometri di reti intelligenti, è già oggi il più all’avanguardia del Paese sia perché già in grado di accogliere gas rinnovabili come biometano e idrogeno, sia perché l’approvvigionamento è garantito soltanto da forniture di gas naturale liquefatto.

L’innovazione tecnologica si conferma il principale abilitatore che ci ha permesso di anticipare il cambiamento, trasformare la nostra operatività e migliorare il servizio in termini di qualità ed efficienza; al tempo stesso ci consentirà di raggiungere obiettivi di sostenibilità sempre più rilevanti contribuendo in maniera significativa al conseguimento dei target del REPowerEU.

Mix energetico: in Italia la strada passa anche dal Gas Naturale Liquefatto

GNL, biometano e idrogeno per diversificare l’approvvigionamento e non dipendere dal gas russo.

Il conflitto in corso ha portato l’Unione europea ad una scelta non più procrastinabile: sottrarsi alla dipendenza dal gas russo, un combustibile che per l’Italia rappresenta il 40% del mix energetico (24% per la UE). E il 38% di questa quota, appunto, viene acquistato dalla Russia*. Un obiettivo non facile nel breve termine e che per essere raggiunto dovrà passare attraverso la ricerca di altre soluzioni di approvvigionamento energetico, offrendo nuove prospettive sul tema dell’energia. In questo senso i “sentieri” percorribili sono rappresentati dai nuovi gas come biometano – rinnovabile al 100% e prodotto dalla digestione anaerobica di biomasse (rifiuti organici e sottoprodotti agricoli) – e idrogeno (derivato dall’elettrolisi dell’acqua), ma anche dal GNL, il Gas Naturale Liquefatto. Un combustibile derivato dal gas naturale, opportunamente trattato, trasportabile via mare attraverso le navi metaniere e stoccabile in quantità ancora maggiori. Una via alternativa che, insieme ai nuovi gas, potrà permettere all’Italia, nel giro di pochi anni, di ridurre la dipendenza energetica dal gas russo.

GNL: cos’è, come si ottiene e come si trasporta

Il Gas Naturale Liquefatto è costituito quasi totalmente da metano (circa 90-99%) ed è un fluido incolore e inodore che ha la metà della densità dell’acqua, e non è né corrosivo, né tossico. Viene usato maggiormente in ambito industriale (impianti di produzione di energia elettrica), civile (può alimentare le utenze in zone non servite dalle condutture del gas) e di autotrazione. Il GNL si ottiene sottoponendo il metano – estratto dai giacimenti sotto la superficie terrestre – ad un processo di liquefazione che prevede, dopo la sua depurazione e disidratazione, fasi alternate di compressione e raffreddamento (a – 160°C) che portano il volume del gas liquefatto ad una riduzione di circa 600 volte, consentendo quindi di immagazzinare una grande quantità di energia in poco spazio. Il GNL viene trasportato dai Paesi produttori via mare grazie ad apposite navi cisterna.

Stoccaggio, rigassificazione e immissione nella rete di distribuzione

 L’Italia è un Paese consumatore di GNL. Lo riceve dai Paesi produttori attraverso le navi metaniere e chi lo trasporta, dopo l’attracco, si occupa di scaricare il gas nei terminal di importazione, oltre che delle speciali autobotti che lo trasporteranno nei siti di stoccaggio. Lì il GNL viene conservato in speciali serbatoi criogenici che lo mantengono ad una temperatura di -160°C (condizione imprescindibile perché rimanga allo stadio liquido). Più nello specifico, questo serbatoio criogenico è formato da due involucri, uno contenuto dentro l’altro: quello esterno è fatto di acciaio al carbonio, mentre quello interno da materiale resistente alle basse temperature. Nell’intercapedine tra gli involucri viene eliminata l’aria e inserita la perlite, un materiale che serve ad aumentare l’isolamento e la trasmissione del calore all’interno del serbatoio. Attraverso un vaporizzatore, che utilizza il solo calore atmosferico, il GNL potrà tornare alla fase gassosa. A questo punto entra in gioco il distributore di gas (come Italgas) che immette il gas nella normale rete di distribuzione per raggiungere capillarmente tutto il territorio italiano.

Rigassificatori, la situazione in Italia e le prospettive future

Considerata la situazione geopolitica attuale e la necessità per l’Italia di ripensare le sue modalità di approvvigionamento energetico, considerando lo stato attuale del GNL, per il nostro Paese si pone l’esigenza di espandere la capacità di trattamento e stoccaggio del gas naturale liquefatto, che oggi può contare su 3 rigassificatori: il terminale GNL Adriatico (Porto Viro, sul Delta del Po nelle vicinanze di Rovigo), il terminale di Panigaglia (La Spezia) e il terminale galleggiante a 22 km dalla costa di Livorno. La sfida, su questo fronte, è quella di potenziare i rigassificatori, ma poiché per costruire nuovi impianti serve tempo, soluzioni più rapide per il nostro Paese sono il noleggio o acquisto di navi FSRU (Floating Storage and Regasification Units), unità galleggianti capaci sia di stoccare che di trasformare il gas naturale liquido riportandolo allo stato gassoso.

Italgas e la Sardegna: il deposito costiero di Oristano

Fino all’estate del 2020, in Italia, la Sardegna era l’unica regione non raggiunta dal metano. Uno scenario totalmente diverso dopo soli due anni, visto il milione di metri cubi di gas naturale distribuito dal Gruppo Italgas attraverso la società Medea nei primi quattro mesi del 2022 a utenze domestiche, esercizi commerciali e realtà produttive dell’isola. L’investimento di Italgas nella metanizzazione della regione sarda, attraverso i 900 chilometri di reti digitalizzate costruite, oltre ai 500 chilometri di reti convertite a gas naturale, e i 61 depositi criogenici di gas naturale liquefatto, è un esempio dell’opportunità che il GNL può offrire considerando anche l’attuale situazione geopolitica. Un contesto energetico sensibilmente migliorato anche grazie alla collaborazione con altri operatori. L’esempio principale, in questo senso, è il deposito costiero GNL di Oristano – realizzato da Higas – che ha garantito continuità e flessibilità per l’approvvigionamento anche in vista dell’aumento della domanda di gas naturale dei prossimi anni. Uno sviluppo a cui la Sardegna si presenta con infrastrutture all’avanguardia pronte non solo a far fronte all’aumento dei consumi del GNL, ma anche all’uso dei gas rinnovabili come biometano e idrogeno.


*Fonte Italgas Strategic Plan 2022-2028

(https://www.italgas.it/wp-content/uploads/sites/2/2022/06/2022-2028-Italgas-Strategic-Plan.pdf )

Medea completa la trasformazione a metano delle reti a GPL gestite in Sardegna: convertita anche l’ultima a servizio di Gairo Taquisara

Nuoro, 6 luglio 2022 – Medea (Gruppo Italgas) ha terminato oggi il passaggio al gas naturale della rete di distribuzione a servizio di Gairo Taquisara. La società completa così il programma di conversione di tutte le reti precedentemente alimentate a GPL nei bacini in concessione.

Il servizio di distribuzione a Gairo Taquisara è garantito da un deposito criogenico di gas naturale liquefatto (GNL) dalla capacità di 20 metri cubi che garantisce continuità del servizio, massima flessibilità di approvvigionamento ed elevati standard di sicurezza. Con l’intervento di conversione a gas naturale, Medea ha sostituito anche i tradizionali contatori con smart meter, misuratori intelligenti di ultima generazione che consentono, tra le altre cose, la lettura a distanza dei consumi.

Attualmente, sono 74 i comuni sardi raggiunti dal gas naturale per i quali Medea ha realizzato un network di 61 depositi criogenici di gas naturale liquefatto. Nei primi sei mesi del 2022, la società ha distribuito sull’Isola oltre 1.200.000 metri cubi di gas, segno della crescente attenzione verso una fonte di energia sostenibile e continuativa.

“Con il completamento delle conversioni da GPL a gas naturale – ha commentato Francesca Zanninotti, Amministratore Delegato di Medea abbiamo aggiunto un altro importante tassello nel programma di metanizzazione dell’isola. Parallelamente, abbiamo quasi terminato la realizzazione delle nuove reti “native digitali” negli altri bacini in concessione e stimiamo di raggiungere quota 80 città sarde servite dal gas naturale entro la fine del 2022. Attraverso una diffusione sempre più capillare del metano sull’Isola, puntiamo a supportarne lo sviluppo sostenibile, dando impulso alle attività locali e aprendo la strada a nuove opportunità di crescita”.

Medea è presente in 18 dei 38 bacini in cui è suddivisa la Sardegna, compresi quelli in cui ricadono i principali capoluoghi. I suoi asset si compongono di circa 1.500 km di reti “native digitali” per il gas naturale, di cui oltre 1.300 km già in esercizio. A ciò si aggiungono circa 600 km di reti alimentate ad aria propanata nei Comuni di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano che saranno convertite a gas naturale nei prossimi anni.

Italgas migliora il rating assegnato da Moody’s ESG Solutions

Milano, 4 luglio 2022 – Italgas rende noto che la revisione annuale del rating ESG da parte Moody’s ESG Solutions (in precedenza noto come rating Vigeo Eris), ha riconosciuto il forte impegno della Società assegnandole una valutazione “Advanced” scaturita da un miglioramento complessivo di 10 punti rispetto al risultato assegnato lo scorso settembre. Un progresso determinato principalmente dalle azioni realizzate e dagli ulteriori impegni assunti dal Gruppo in ambito ambientale, sociale e di governance.

Il miglioramento di rating è un ulteriore riconoscimento della forte focalizzazione della Società sui target di sostenibilità che il Piano Strategico 2022-2028, recentemente presentato al mercato, ha rivisto ulteriormente al rialzo (-34% nelle emissioni di gas Scope 1 e 2, -30% nelle emissioni Scope 3, -27% nel consumo energetico al 2028, baseline 2020).

Tale riconoscimento fa seguito alla conferma di Italgas come “constituent” del MIB ESG Index, l’indice blue-chip per le best practice Environmental, Social e Governance (ESG) di Borsa Italiana, parte del gruppo Euronext.

Modifiche al calendario degli eventi societari

Variazione della data di diffusione del comunicato stampa relativo ai risultati al 30 giugno 2022

Milano, 15 giugno 2022  – Italgas rende noto che il Consiglio di Amministrazione della Società, riunitosi ieri sotto la presidenza di Benedetta Navarra, ha deliberato che la diffusione del comunicato stampa relativo all’approvazione dei risultati al 30 giugno 2022 sarà anticipata dal giorno 26 luglio 2022 al giorno 25 luglio 2022, subito dopo l’approvazione dei risultati da parte del Consiglio.

Conseguentemente, sarà anticipata anche la conference call per l’illustrazione dei risultati a investitori e analisti, che si svolgerà nel pomeriggio del giorno 25 luglio 2022.

Italgas presenta il Piano Strategico 2022-2028

Investimenti per 8,6 miliardi di euro per completare la trasformazione digitale degli asset, dar vita a uno dei principali player a livello nazionale nel settore dell’efficienza energetica, continuare a giocare un ruolo di primo piano nel raggiungimento dei target climatici Ue.

Torino, 15 giugno 2022 – L’Amministratore Delegato di Italgas, Paolo Gallo, presenta oggi ad analisti e investitori il Piano Strategico del Gruppo per il periodo 2022-2028, approvato ieri dal Consiglio di Amministrazione della Società presieduto da Benedetta Navarra.

Il nuovo Piano prevede investimenti complessivi netti per 8,6 miliardi di euro, in aumento di 0,7 miliardi di euro rispetto al precedente, presentato lo scorso anno. L’incremento degli investimenti (+8,9%) è guidato dalle attività di trasformazione digitale degli asset, di estensione del network e dalle iniziative volte al consolidamento nel settore dell’efficienza energetica che consentiranno al Gruppo Italgas di continuare a giocare un ruolo di primo piano nel raggiungimento dei target climatici Ue; il Piano 2022-2028 integra inoltre il futuro impegno di Italgas in Grecia con l’attesa acquisizione di Depa Infrastructure.

Le scelte strategiche compiute negli ultimi anni dal Gruppo hanno di fatto anticipato l’approccio delle istituzioni nazionali e comunitarie verso la decarbonizzazione dei consumi e il contenimento delle emissioni climalteranti, concretizzatosi nel Fit for 55 e nel REPowerEU.

Il nuovo Piano è strutturato su tre direttrici principali di sviluppo: (i) prosecuzione del programma di trasformazione digitale, repurposing ed estensione del network per dotare il Paese di infrastrutture all’avanguardia in grado di accogliere e distribuire gas rinnovabili come biometano e idrogeno verde; (ii) azione di consolidamento nel settore dell’efficienza energetica con l’obiettivo di porsi tra i principali operatori del settore; (iii) nuove opportunità di crescita esterna attraverso gare ATEM, M&A nei settori gas e idrico e sviluppo del mercato greco. Per il perseguimento di tali obiettivi, Italgas svilupperà ulteriormente le competenze del personale – anche attraverso l’insourcing e una Academy interna – e utilizzerà una struttura finanziaria solida ed efficiente garantendo un adeguato ritorno per gli azionisti.

Il Piano fa perno sui principi ESG e risponde alle sfide della sostenibilità fissando obiettivi al 2028 e al 2030, in linea con il target di neutralità carbonica al 2050, e innalzando ulteriormente quelli definiti lo scorso anno in termini di riduzione delle emissioni, efficienza energetica, sviluppo di competenze e valorizzazione delle risorse per favorire il cambiamento.

In Grecia, il Gruppo si aspetta di poter perfezionare l’operazione di acquisizione di DEPA Infrastructure nel corso dei prossimi mesi e di integrare e rendere coerenti alla propria vision i piani di investimento oggi predisposti dagli operatori coinvolti nella transazione.

Highlights

  • Investimenti netti totali pari a 8,6 miliardi di euro (+700 milioni Vs piano 2021-2027);
  • 4,5 miliardi di euro netti per lo sviluppo, la digitalizzazione e il repurposing del network italiano di distribuzione del gas;
  • 1,8 miliardi di euro per le gare Atem e 1,8 miliardi di euro per la Grecia;
  • 340 milioni di euro per accelerare la crescita nel settore dell’efficienza energetica;
  • Riduzione delle emissioni di gas a effetto serra Scope 1 e 2 del 34% al 2028 e del 42% al 2030, Scope 3 (supply chain) del 30% al 2028 e del 33% al 2030, diminuzione del consumo energetico del 27% al 2028 e del 33% al 2030 (baseline 2020);
  • “Obiettivo Net Zero” al 2050;
  • Forte attenzione al ricambio generazionale, all’ingaggio delle persone del Gruppo come protagonisti della transizione ecologica e focus sulla formazione: le 3 leve abilitanti al cambiamento;
  • Ottimizzazione della struttura finanziaria, con mantenimento dei ratio in ambito solid investment grade;

L’Amministratore Delegato di Italgas, Paolo Gallo, ha dichiarato:

In uno scenario europeo che ha nel REPowerEU la nuova stella polare per rafforzare la resilienza del sistema energetico e accelerare la transizione ecologica, Italgas può cogliere i frutti di una visione che aveva individuato nelle reti digitali, flessibili e intelligenti il principale abilitatore della decarbonizzazione dei consumi.

Con 8,6 miliardi di euro, in ulteriore crescita rispetto al programma di investimenti presentato lo scorso anno, il Gruppo si conferma tra le principali realtà industriali in grado di mettere le proprie capacità di progettazione, spesa e creazione di valore al servizio degli obiettivi di sviluppo sostenibile del Paese e dell’Unione Europea.

La quota più rilevante degli investimenti è ancora una volta destinata all’estensione, trasformazione digitale e repurposing del network di distribuzione al fine di creare per tempo le condizioni per un utilizzo diffuso dei nuovi gas, come biometano, idrogeno verde e metano sintetico, che presto dovremo accogliere nelle nostre reti in quantità crescenti.

Dopo vent’anni torniamo ad avere degli obiettivi oltre i confini nazionali: questo Piano destina alla Grecia 1,8 miliardi di euro. Ci aspettiamo di completare l’acquisizione di DEPA Infrastructure nel corso dei prossimi mesi e di poter così verificare la corrispondenza dei programmi di investimento delle tre società operative con la nostra visione e i target di decarbonizzazione fissati nel quadro del REPowerEU.

Cresce il ruolo dell’efficienza energetica nei programmi di sviluppo del Gruppo. Con 340 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al precedente piano, intendiamo dar vita a uno dei principali player a livello nazionale, con focus su innovazione e digitalizzazione, contribuendo al consolidamento di un settore ancora molto frammentato.

L’innovazione si conferma il nostro principale driver di crescita, la Digital Factory il fulcro della cultural change: un luogo di ‘contaminazione’ attorno al quale abbiamo sviluppato un approccio all’open innovation che ci permette di incontrare le startup e le PMI più all’avanguardia nel mondo. 

La capacità di gestire l’innovazione e di metterla a valore, farà infine perno sulle nostre persone, a cui continueremo a destinare importanti risorse per la formazione, per la creazione di nuove professionalità e attrarre i migliori talenti, ponendo sempre grande attenzione ai temi della Diversity & Inclusion e della leadership al femminile.

Italgas: l’audit annuale conferma la certificazione UNI ISO 37001:2016

Il Gruppo Italgas ha superato con successo l’audit necessario al mantenimento della certificazione dei sistemi di gestione anticorruzione per le società Italgas S.p.A. e Italgas Reti S.p.A.

La verifica del mantenimento della certificazione UNI ISO 37001:2016 sui “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione” è stata effettuata dall’organismo di certificazione indipendente DNV, il quale ha effettuato un audit accurato di tutti i processi interni di Italgas S.p.A. e Italgas Reti S.p.A. con rilevanza anticorruzione. All’esito della verifica, è stata certificata la conformità dei “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione” delle due società ai requisiti della norma UNI ISO 37001:2016.

L’ente certificatore ha, inoltre, evidenziato diversi elementi di merito come il Committment riscontrato nelle prime linee del management, una notevole sensibilità e consapevolezza delle funzioni intervistate in merito ai temi della prevenzione della corruzione e l’attivazione di percorsi formativi sui temi della prevenzione della corruzione indirizzati ai fornitori del Gruppo Italgas.

Italgas S.p.A. e Italgas Reti S.p.A. mantengono quindi la certificazione ottenuta lo scorso anno per il secondo triennio consecutivo con validità fino al 2024, confermando ancora una volta il proprio impegno nella lotta alla corruzione in tutti gli ambiti di attività.

Medea (Gruppo Italgas): nei primi quattro mesi dell’anno distribuiti in Sardegna oltre un milione di metri cubi di gas naturale

Cagliari, 27 maggio 2022 – Il gas naturale è una realtà ormai consolidata per la Sardegna e lo confermano anche i numeri: nei primi quattro mesi del 2022, Medea (Gruppo Italgas) ha distribuito oltre un milione di metri cubi di gas naturale a utenze domestiche, esercizi commerciali e realtà produttive dell’isola.

Un traguardo storico per quella che, prima del 2020, era l’unica regione a non essere raggiunta dal metano: una fonte più sicura, sostenibile ed economica rispetto alle altre in uso sul territorio. Un risultato reso possibile dagli 1.400 chilometri di reti digitalizzate attraverso cui Medea distribuisce gas naturale in Sardegna, a cui si aggiungono 59 depositi criogenici di gas naturale liquefatto (GNL) al servizio dei bacini in concessione, che garantiscono continuità e massima flessibilità di approvvigionamento.

Un impegno che ha permesso di dare impulso allo sviluppo delle infrastrutture energetiche dell’isola anche attraverso il contributo di altri operatori. È il caso, per esempio, del deposito costiero di GNL a Oristano, realizzato da Higas, che ha reso stabile un nuovo sistema di approvvigionamento delle reti funzionale a soddisfare la richiesta di volumi incrementali di gas naturale e a mitigare le oscillazioni di costo della materia prima.

In questi quattro anni di grande impegno – ha commentato l’Amministratore Delegato di Medea, Francesca Zanninottiabbiamo preferito far parlare i numeri. E questi numeri, ancora una volta, delineano i contorni della svolta storica che il Gruppo Italgas, attraverso Medea, ha impresso allo sviluppo energetico della Sardegna. Oggi l’isola dispone di infrastrutture all’avanguardia già pronte ad accogliere gas rinnovabili come biometano e idrogeno, e di un sistema di approvvigionamento basato sul GNL, più flessibile rispetto al gas via tubo e il cui contributo ai consumi è atteso in forte espansione anche per il resto del Paese”.

Biometano, Il gas pulito e rinnovabile

Lo scenario italiano ed europeo verso la transizione energetica

 

Prima del conflitto in Ucraina era una soluzione possibile. Ora è diventata necessaria e indispensabile. Il biometano è una fonte di energia rinnovabile che presto potrebbe integrare l’utilizzo del gas naturale, dando ossigeno, è proprio il caso di dirlo, a quei Paesi che non sono autosufficienti.

Ma come si produce biometano? Tutto nasce dalla decomposizione e dalla fermentazione di scarti alimentari e della ristorazione, di rifiuti agricoli e domestici e persino di fanghi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue. Un trattamento che viene svolto in un digestore anaerobico, ossia in un ambiente privo di ossigeno: questa operazione dà vita al biogas, povero di energia, che contiene solo tra il 40% e il 60% di metano, il 40-60% di CO2 e alcune tracce di altri composti tra cui l’H2S (idrogeno solforato). Il biogas, a sua volta, viene purificato, con l’eliminazione dell’anidride carbonica e di altri composti, creando appunto il biometano che, così trattato, risulta green al 100% e pronto per essere iniettato nella rete di distribuzione del gas.

 


I vantaggi del biometano
 

Il biometano ha numerosi vantaggi. Ambientali, innanzitutto, perché emette livelli quasi nulli di polveri e riduce ulteriormente le emissioni di CO₂ rispetto ai carburanti tradizionali. Ma non solo. La facilità di trasporto (possono essere utilizzate le stesse infrastrutture del metano) e di produzione lo rendono particolarmente appetibile nell’ottica, ormai urgente, di azzerare la dipendenza dalle importazioni.

Una risorsa dunque perfettamente in linea con il concetto di economia circolare. L’utilizzo del biometano come combustibile potrebbe rappresentare, ad esempio, la soluzione per la decarbonizzazione del settore dei trasporti, del settore industriale e di quello residenziale (in termini di riscaldamento e raffreddamento).

 


Biometano in Italia e in Europa: i dati

L’Italia è un Paese a forte vocazione agricola e può contare su circa 2.000 impianti di produzione di biogas. Una crescita continua che si sta manifestando anche a livello europeo, dove si è arrivati a circa 20.000 unità in funzione.

A livello di impianti di produzione di biometano, invece, i numeri sono ancora contenuti, ma il comparto crescerà nei prossimi anni grazie alla maggior maturità tecnologica e industriale acquisita. In Italia sono 27 gli impianti biometano, per una capacità complessiva di produzione da 25.445 mc l’ora, ma il nostro paese ha presentato uno degli incrementi maggiori in Europa con 11 nuovi impianti entrati in funzione nel 2020. Il 2021, inoltre, è stato per l’Europa un anno da record, che ha visto la produzione di  147 milioni di metri cubi di biometano.

 


Sviluppo e integrazione con la rete gas esistente

Entro il 2030 l’incremento della produzione di biometano sarà molto significativo, anche grazie alle prospettive enormi aperte dal Recovery Plan e dai suoi 2 miliardi di euro di investimenti nella conversione di impianti biogas e nella costruzione di nuove strutture.  Si stima che da qui al 2030 in Italia sarà possibile produrre fino a 6,5 miliardi di metri cubi di gas verde grazie allo sviluppo del biometano agricolo, una quota pari al 10% del fabbisogno nazionale.

La Commissione Europea ha fissato come obiettivo per il 2030, la produzione di 35 miliardi di mc di biometano, che andranno a sostituire parte dei 155 miliardi di mc di gas forniti a oggi dalla Russia.

Uno dei vantaggi del biometano è quello di poter essere introdotto nella rete del gas esistente senza che essa venga modificata. Ad ogni modo, gli impianti esistenti e quelli di prossima costruzione avranno bisogno di essere “allacciati” alla rete del trasporto e della distribuzione (che funziona anche da “magazzino” per il gas) tenendo presente che, per essere immesso, il biometano dovrà avere determinate caratteristiche chimiche e fisiche in conformità con le norme nazionali ed europee.

Lo scenario è favorevole, il biometano si candida ad essere una delle soluzioni per differenziare il mix energetico, per limitare la dipendenza dal gas estero e per perseguire il processo di transizione energetica.

Power-To-Gas: energia pulita e rinnovabile

Decarbonizzare il sistema di produzione e uso dell’energia

La transizione energetica è una delle sfide epocali che ha come obiettivo quello di garantire un futuro per il pianeta, riducendo il processo di riscaldamento globale dovuto alle emissioni di gas serra. Come? Affidandosi, sempre di più, a fonti rinnovabili che possano essere in grado di soddisfare la richiesta di energia pulita. Proprio gli obiettivi che si pone la tecnologia Power-to-Gas.

Il progetto

In Sardegna Italgas ha dato vita, insieme a importanti istituzioni di ricerca come il Politecnico di Torino e il Centro Ricerche CRS4 della Regione Sardegna, a un progetto basato sulla tecnologia Power to Gas (P2G) per la produzione di idrogeno verde. L’impianto sorgerà a Sestu, un Comune dell’immediata cintura di Cagliari. Con un investimento di 15 milioni di euro, sarà anche la prima vetrina tecnologica della filiera di produzione dell’idrogeno verde in Italia e consentirà di testare gli utilizzi di gas rinnovabili e di miscele di questi nell’ambito dei contesti urbani: fornitura a industrie del territorio, agli autobus per il trasporto pubblico locale, ai clienti allacciati alla rete. Si realizzerà, così, la prima comunità energetica residenziale dell’Unione europea alimentata con miscela di idrogeno e gas naturale.

Cos’è e come funziona il Power-to-Gas

Questa promettente tecnologia permette di immagazzinare l’energia elettrica, derivata da fonti rinnovabili (centrali fotovoltaiche, idroelettriche ed eoliche) e di utilizzarla per produrre idrogeno, uno dei nuovi “gas rinnovabili”, attraverso l’elettrolisi. Un processo che permette di scindere l’acqua in ossigeno e idrogeno, elemento fondamentale per il suo doppio utilizzo: può essere infatti usato per la mobilità, offrendo, attraverso la tecnologia Fuel-Cell senza emissioni inquinanti, energia per alimentare autovetture e mezzi pesanti oppure miscelato al metano e immesso nella rete di distribuzione del gas per uso domestico o industriale. Inoltre, se l’idrogeno viene combinato con l’anidride carbonica per mezzo di un reattore, può essere utilizzato per produrre metano sintetico, del tutto comparabile al normale gas naturale, ma completamente rinnovabile.

I vantaggi della tecnologia

Il vantaggio principale della tecnologia Power-to-Gas, oltre ad essere rinnovabile e pulita, è la sua capacità di stoccaggio. L’energia eolica e solare, per quanto pulita, si può produrre soltanto in presenza di vento o sole, due fattori fondamentali ma non controllabili dall’uomo tanto da renderne la produzione non costante nel tempo ed il suo utilizzo istantaneo. Il problema, dunque, è quello di poter conservare l’energia rinnovabile prodotta, considerando il solo utilizzo di tecnologie di accumulo elettrico, le batterie, ad oggi ancora sostanzialmente impraticabili. Il Power-to-Gas tentando di risolvere il limite posto dall’accumulo tramite batterie, si sta dimostrando la soluzione più adeguata per trasformare il grande quantitativo di energia elettrica offerto dalle rinnovabili in un vettore come il gas, stoccabile in quantitativi più elevati e, soprattutto, pronto all’uso senza limiti di tempo e spazio. Sì, perché il gas si può trasportare dove e quando serve, sia attraverso le tubazioni sia attraverso navi o autobotti, arrivando a essere immesso nella rete di distribuzione di gas esistente, pronta ad accogliere nuovi gas rinnovabili quali biometano, idrogeno e metano sintetico.

Il progetto Power-to-Gas di Italgas

Tra i vari progetti che mirano a sviluppare e sfruttare anche in Italia le potenzialità della tecnologia Power-to-Gas, c’è quello di Italgas che renderà operativo nel 2024 un impianto completo di produzione di idrogeno da energia rinnovabile. Sorgerà in Sardegna, a Sestu, nell’area della città metropolitana di Cagliari. Italgas potrà sfruttare sul posto l’idrogeno prodotto dall’elettrolizzatore utilizzandolo in svariati settori: puro, per l’alimentazione di autobus a idrogeno a supporto della decarbonizzazione della mobilità locale; in “blend” (miscela) con il gas naturale, per l’immissione nella rete di distribuzione del gas  a supporto della decarbonizzazione degli usi civili o industriali.

PNRR

Il progetto ha ottenuto un finanziamento di oltre 1,5 milioni di euro nell’ambito del bando PNRR per la realizzazione di stazioni di rifornimento a base di idrogeno rinnovabile per il trasporto stradale, classificandosi come primo progetto delle regioni del Sud Italia e unico progetto di questo genere in Sardegna. La stazione di rifornimento sarà soprattutto dedicata alla mobilità pubblica locale che potrà quindi beneficiare di una fonte energetica estremamente innovativa e completamente green.

Configurazione tecnica dell’impianto

La sua configurazione prevede un impianto fotovoltaico da 1 MW, un elettrolizzatore da 0,5 MW, un sistema per lo stoccaggio dell’idrogeno da 300 kg a 40 bar e una stazione di rifornimento (fino a 300 kg/giorno equivalenti a 10 autobus al giorno) per una dimensione complessiva dell’area di progetto di 25.000 metri quadrati. Le produzioni attese di idrogeno sono di circa 21.000 kg all’anno nella fase iniziale che diventeranno 34.000 kg al 2028.