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Italgas Reti e Dipartimento della Protezione Civile rafforzano la collaborazione per la gestione delle emergenze

Firmata a Torino la Lettera d’Intenti che integra il Protocollo del 2024: mezzi Picarro a supporto delle ricognizioni in caso di emergenza e un percorso per la condivisione dei dati sismici di Nimbus e ARX con il Dipartimento.

 

 

Torino, 23 ottobre 2026 – Italgas Reti e il Dipartimento della Protezione Civile rafforzano la cooperazione nella gestione delle emergenze, dando ulteriore concretezza agli impegni assunti con il Protocollo d’Intesa siglato nel 2024. L’accordo, disciplinato da una Lettera d’Intenti, è stato firmato, oggi a Torino, da Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento della Protezione Civile, e Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato di Italgas Reti, alla presenza di Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas.

 

Due gli ambiti operativi al centro dell’intesa: il supporto alle ricognizioni nelle aree colpite da calamità, con i mezzi di Italgas equipaggiati con tecnologia Picarro e il personale specializzato che li impiega, e la condivisione delle informazioni disponibili sui fenomeni sismici, grazie ai dati generati da Nimbus e ARX.

 

Picarro Surveyor è la tecnologia più avanzata al mondo oggi in uso per il monitoraggio delle reti gas: installata sui veicoli di servizio, rileva la presenza di gas nell’aria con una sensibilità fino a mille volte superiore a quella dei sistemi tradizionali, consentendo di individuare con precisione l’origine di eventuali dispersioni. Nimbus è lo smart meter di ultima generazione sviluppato dal Gruppo Italgas, dotato di sensori che rilevano gli eventi sismici e le anomalie di temperatura; installato su larga scala, costituisce una rete di sensori diffusa capillarmente sul territorio. ARX, dal latino “difesa”, “barriera”, è il sistema sviluppato da Italgas per proteggere gli impianti di distribuzione del gas in caso di eventi naturali estremi come terremoti, alluvioni o infiltrazioni d’acqua. Dotato di sensori sismici intelligenti, installati presso gli impianti, ARX è in grado di rilevare in tempo reale le vibrazioni del terreno e di distinguere eventi sismici significativi da disturbi ambientali.

 

“La rinnovata collaborazione con una realtà industriale di primo piano come Italgas –ha commentato il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano – ci permetterà di coniugare competenze tecniche elevate, innovazione e tempestività d’intervento con l’obiettivo di garantire la continuità dei servizi essenziali e la sicurezza delle nostre comunità. La firma di oggi conferma il comune impegno per rafforzare la cultura della prevenzione e la gestione delle emergenze sul territorio nazionale“.

 

“Grazie alla digitalizzazione delle nostre reti e agli investimenti in tecnologie all’avanguardia – ha sottolineato Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato di Italgas Reti – oggi abbiamo a disposizione competenze e strumenti che ci aiutano non solo a gestire meglio le nostre infrastrutture, ma anche ad affrontare con maggiore efficacia le situazioni critiche. La collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile va proprio in questa direzione: mettere a fattor comune tecnologia, innovazione e la nostra presenza capillare sul territorio per contribuire a rafforzare la capacità del Paese di rispondere alle emergenze”.

 

Con la Lettera d’Intenti, le Parti hanno così convenuto la messa a disposizione di queste tecnologie all’avanguardia, già impiegate nell’operatività quotidiana di Italgas sul territorio. In particolare:

 

  • Picarro Surveyor: potrà essere utilizzato a supporto delle attività di ricognizione e monitoraggio territoriale, valutazione delle criticità e analisi degli impatti in occasione di emergenze nazionali, eventi calamitosi o altri scenari di particolare rilevanza per il Servizio Nazionale della Protezione Civile;
  • Nimbus e ARX: consentiranno di avviare un percorso tecnico per studiarne l’interoperabilità e la progressiva condivisione dei dati con i sistemi del Servizio Sismico del Dipartimento della Protezione Civile. L’obiettivo è ampliare la disponibilità di informazioni territoriali, migliorare il monitoraggio distribuito e supportare la valutazione degli effetti degli eventi sismici sulle infrastrutture critiche e sui servizi essenziali, offrendo un quadro più completo nelle fasi di gestione dell’emergenza.

L’integrazione di queste informazioni con i sistemi istituzionali di monitoraggio potrà contribuire alla progressiva realizzazione di una rete nazionale distribuita di osservazione dei fenomeni fisici e sismici, valorizzando le infrastrutture digitali già diffuse sul territorio a beneficio delle attività di protezione civile.

Italgas allaccia un nuovo impianto di biometano al Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese: raggiunto il 50% del potenziale previsto

Con le prime due connessioni l’hub potrà ricevere fino a 6 milioni di metri cubi di gas rinnovabile all’anno, equivalenti ai consumi medi annui di circa 6.500 famiglie. In arrivo altri due impianti di produzione

 

 

San Giorgio Bigarello (MN), 22 ottobre 2026 – Italgas ha collegato l’impianto di biometano di Cortepila, nel comune di San Giorgio Bigarello, al Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese (VR). È il secondo connesso all’hub e il ventesimo allacciato alla rete di distribuzione del Gruppo. Con il nuovo collegamento, il volume annuo di biometano che l’hub può ricevere passa da 2 a 6 milioni di metri cubi, l’equivalente dei consumi di circa 6.500 famiglie.

 

La struttura produce green gas da scarti agroalimentari, biomasse agricole e reflui zootecnici e può immettere in rete fino a circa 4 milioni di metri cubi l’anno. Per collegarlo, Italgas ha realizzato un impianto dedicato alla ricezione e all’immissione del gas e un tratto di rete di circa 40 metri.

 

«L’hub di Gazzo Veronese, a pochi mesi dall’inaugurazione, ha già raggiunto la metà del potenziale previsto – ha commentato Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato di Italgas Reti –. È un’ulteriore conferma del ruolo che questa tecnologia può svolgere nell’aumentare la capacità delle nostre reti di accogliere quote crescenti di biometano prodotto sul territorio e renderli disponibili al sistema energetico nazionale. Un contributo allo sviluppo della produzione nazionale di gas rinnovabili e al raggiungimento dell’obiettivo di oltre 5 miliardi di metri cubi di biometano indicato dal PNIEC».

 

L’hub, inaugurato a giugno, svolge due funzioni: raccoglie il biometano degli impianti collegati e, quando la produzione supera la domanda della rete locale, lo comprime e lo trasferisce alla rete di trasporto regionale e nazionale, così che possa essere usato anche in altri territori.

 

Il primo impianto collegato, quello della Società Agricola Villagrossa di Castel d’Ario (MN), è entrato in esercizio a luglio. Nei prossimi mesi toccherà a Borgo Virgilio e Villimpenta, sempre in provincia di Mantova. Con quattro impianti in funzione l’hub potrà ricevere fino a 12 milioni di metri cubi di biometano l’anno, pari ai consumi di circa 13.000 famiglie.

 

Completamente digitalizzato e controllato attraverso DANA (Digital Advanced Network Automation), il sistema proprietario di automazione e telecontrollo di Italgas, il Digital Reverse Flow rappresenta un tassello chiave della trasformazione delle reti del Gruppo in infrastrutture intelligenti e flessibili, capaci di accogliere quantità crescenti di gas rinnovabili e valorizzare le risorse energetiche dei territori.

 

Italgas, sesto anno consecutivo “Gold Standard” OGMP 2.0 e massimo livello di reporting (L5). Gold Standard Reporting anche per Enaon

Milano, 16 ottobre 2026 – Italgas ottiene per il sesto anno consecutivo lo status “Gold Standard”, confermando la propria leadership internazionale nella misurazione e riduzione delle emissioni di metano. Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito del rapporto An Eye on Methane 2026 dell’International Methane Emissions Observatory (IMEO), istituito dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) con il supporto della Commissione Europea.

La Società ha inoltre confermato anche il livello di reporting L5, il più elevato previsto dallo standard OGMP 2.0, attribuito solo alle aziende che adottano metodologie avanzate di misurazione delle emissioni di metano, basate sull’integrazione e sul confronto dei dati raccolti attraverso due sistemi di rilevazione indipendenti. Un approccio che consente di garantire maggiore accuratezza e affidabilità nella quantificazione delle emissioni lungo tutta la catena degli asset.

Contestualmente, Enaon – società del Gruppo attiva nella distribuzione gas in Grecia – ha ottenuto lo status “Gold Standard”, raggiungendo il livello di reporting L5. Un risultato che testimonia la capacità di Italgas di replicare il proprio modello industriale anche nei mercati internazionali.

Italgas ha inoltre confermato il proprio impegno a rinnovare per ulteriori cinque anni, fino al 2030, la partecipazione al programma. Un impegno che prevede la riduzione, entro il 2030, del -72% delle emissioni derivanti da gas leakage rispetto alla baseline 2020, proseguendo al contempo nel percorso di monitoraggio e reporting che ha consentito al Gruppo di ottenere il riconoscimento Gold Standard anche negli anni precedenti.

Il rapporto IMEO evidenzia l’ambizione e la solidità del percorso intrapreso da Italgas nell’implementazione dello standard OGMP 2.0, valorizzando in particolare:

  • l’accelerazione delle campagne di sorveglianza, con oltre il 150% della rete ispezionata;
  • il programma “super emitters”, finalizzato all’intervento tempestivo in caso di eventi emissivi rilevanti;
  • la “smart maintenance”, che integra machine learning e dati di campo;
  • l’automazione dei processi di valutazione delle emissioni attraverso la piattaforma digitale SIDERA;
  • lo sviluppo di modelli predittivi per le condotte fuori terra in aree critiche, realizzati in collaborazione con centri di ricerca;
  • l’utilizzo di tecnologie avanzate, tra cui la CRDS (Cavity Ring-Down Spectroscopy) di Picarro, per una rilevazione ad alta sensibilità e tempestività.

Il riconoscimento ottenuto da Italgas ed Enaon conferma l’efficacia di un modello industriale che integra innovazione tecnologica e sostenibilità, capace di generare valore ambientale e guidare il cambiamento secondo logiche di scalabilità e replicabilità.

Il rapporto An Eye on Methane 2026 si basa sui dati relativi al quinto anno di attuazione del framework OGMP 2.0, lo standard introdotto da UNEP nel 2020 e oggi punto di riferimento globale per le strategie di misurazione, reporting e mitigazione del metano, in linea con le roadmap Net Zero e la Methane Emissions Regulation varata dalla UE nel 2024.

Italgas dona 270 computer per le nuove generazioni dell’Aquila

L’Aquila, 15 ottobre 2026 – Italgas ha donato al Comune dell’Aquila 270 personal computer destinati a scuole, associazioni e realtà locali. La donazione, del valore complessivo di oltre 75 mila euro, contribuirà ad attrezzare aule studio, laboratori informatici e spazi dedicati alla didattica, alla formazione e alla ricerca, presso istituti scolastici, associazioni e altre realtà locali.

L’iniziativa, che è stata realizzata anche grazie al contributo di Bludigit, Digital Company del Gruppo, è stata presentata oggi presso Palazzo Margherita, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e di Nunzio Ferrulli, Direttore Relazioni Istituzionali e Affari Regolatori di Italgas.

“Questa donazione rappresenta un segno concreto dell’impegno di Italgas a favore delle comunità in cui opera – ha dichiarato Nunzio Ferrulli, Direttore Relazioni Istituzionali e Affari Regolatori di Italgas –. Grazie alla collaborazione con il Comune dell’Aquila, strumenti ancora pienamente funzionali possono avere una nuova vita e diventare una risorsa al servizio delle realtà locali e della formazione dei giovani. Un contributo concreto per sostenere lo sviluppo delle competenze digitali delle nuove generazioni.”

 

“Ringrazio Italgas per questa importante donazione che rappresenta un gesto concreto di attenzione nei confronti della nostra comunità e, allo stesso tempo, un esempio virtuoso di economia circolare e responsabilità sociale.  Abbiamo ritenuto importante che questa opportunità non si fermasse all’Aquila. Per questo, attraverso il coinvolgimento di Anci Abruzzo, abbiamo scelto di estendere la disponibilità dei computer anche ai comuni con meno di mille abitanti, che spesso incontrano maggiori difficoltà nell’aggiornare le proprie dotazioni informatiche. Dei complessivi 124 della regione Abruzzo, oggi erano presenti i primi cittadini di San Benedetto in Perillis in provincia dell’Aquila, Roccamorice in provincia di Pescara, Dogliola in provincia di Chieti e Castel Castagna in provincia di Teramo, uno in rappresentanza di ogni provincia, ma tutte le altre piccole realtà che ne hanno necessità saranno raggiunte dall’iniziativa. È una scelta che nasce dalla volontà di considerare le risorse disponibili come un patrimonio da condividere e mettere a disposizione dei territori e dei piccoli comuni per i quali avere strumenti adeguati significa poter migliorare i servizi, sostenere le attività formative e ridurre le distanze nell’accesso alle nuove tecnologie”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila che è anche presidente Anci Abruzzo e vicepresidente Anci, Pierluigi Biondi.

 

Secondo un modello di economia circolare, i computer provengono dal rinnovo tecnologico di Italgas. Rigenerati e rimessi a nuovo da Bludigit, diventano risorse per i servizi educativi e formativi del territorio. L’iniziativa, che si inserisce nel percorso di responsabilità sociale promosso dal Gruppo Italgas, è parte di un ampio programma di interventi a favore delle comunità e dei territori, con l’obiettivo di generare valore condiviso e offrire un supporto concreto alle nuove generazioni e alle famiglie.

Italgas: a Borgo San Dalmazzo la 19ª connessione di un impianto di biometano

Consentirà di immettere in rete fino a 4 milioni di metri cubi di green gas l’anno, equivalenti ai consumi medi annui di circa 5.000 famiglie.

Borgo San Dalmazzo (CN), 13 ottobre 2026 – A Borgo San Dalmazzo i rifiuti organici diventano biometano e, grazie alla nuova connessione realizzata da Italgas, entrano nella rete di distribuzione cittadina del gas naturale. Realizzato dall’Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti (ACSR), l’impianto di produzione di biometano è il 19° connesso al network del Gruppo.

A regime, potrà immettere nella rete locale fino a 4 milioni di metri cubi di biometano l’anno prodotti a partire da FORSU, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, un quantitativo equivalente ai consumi medi annui di circa 5.000 famiglie. L’intervento ha previsto la realizzazione di un impianto integrato di consegna e misura, ricezione e immissione del gas rinnovabile e circa 1,2 chilometri di rete di collegamento.

“A Borgo San Dalmazzo la rete diventa l’ultimo anello di un processo di economia circolare che parte dai rifiuti organici e restituisce valore al territorio sotto forma di energia rinnovabile – ha commentato Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato di Italgas Reti –. La filiera del biometano cresce ed è strategica per la sicurezza energetica e la competitività economica del Paese. Le nostre reti, capillari e digitalizzate, sono l’infrastruttura che rende possibile questo sviluppo, poiché consentono di integrare una produzione di energia sempre più distribuita”.

Italgas: a Caivano (NA) connesso alla rete l’impianto di biometano di Edison

La connessione consente di immettere in rete fino a 4 milioni di metri cubi l’anno di green gas, equivalenti ai consumi medi di circa 11.000 famiglie. Cresce la capacità di immissione di biometano in rete al Centro-Sud.

 

Caivano (Napoli), 8 ottobre 2026 – Italgas ha connesso alla rete di Caivano (Napoli) l’impianto di biometano di Edison che produce gas rinnovabile dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU). Per Italgas si tratta del diciottesimo collegato al suo network di distribuzione in Italia.

 

La connessione consente di immettere in rete fino a 4 milioni di metri cubi di biometano all’anno: un quantitativo equivalente ai consumi medi di circa 11.000 famiglie. A servizio del produttore, Italgas ha realizzato l’impianto dedicato a ricezione e immissione del green gas e circa 2,9 chilometri di nuova rete.

 

«Le nostre reti, capillari, flessibili e digitali, si confermano uno straordinario volano in grado di stimolare la produzione locale di biometano – ha dichiarato Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato di Italgas Reti – Parliamo di una risorsa altamente strategica per il Paese, una produzione “autoctona”, a km0 e con margini di sviluppo ancora molto ampi. L’impianto di Caivano è il diciottesimo connesso alla rete Italgas, per complessivi 54 milioni di metri cubi di metano immessi ogni anno. Lavoriamo per rendere il target di 50 connessioni entro l’anno sempre più concreto e raggiungibile».

 

«Il collegamento dell’impianto Edison di Caivano contribuisce ad aumentare la produzione nazionale di gas rinnovabile immessa in rete, integrando economia circolare, gestione sostenibile delle risorse e decarbonizzazione dei consumi di famiglie e imprese, oltre che a diversificare il mix energetico del Paese», ha commentato Fabrizio Mattana, Executive Vice President Gas Assets di Edison.

 

Con Caivano cresce la produzione di biometano immessa in rete anche al Centro-Sud. Dopo una fase iniziale di sviluppo al Nord Italia, la recente connessione realizzata ad Aprilia (LT), nel Lazio, e quella campana segnano un ulteriore avanzamento della diffusione del biometano su tutto il territorio nazionale.

 

La connessione di Caivano consolida, inoltre, la collaborazione tra Italgas ed Edison. Le due società avevano già lavorato al collegamento dell’impianto di Zinasco, in provincia di Pavia.

Italgas Reti avvia la gestione del servizio di distribuzione di gas naturale nell’ATEM Torino 5

Previsti oltre 87 milioni di euro di investimenti per l’estensione e la digitalizzazione della rete nei 76 comuni dell’Ambito, con circa 1.000 nuovi posti di lavoro nell’indotto.

Torino, 5 ottobre 2026 – Prende il via oggi la gestione del servizio di distribuzione del gas naturale, a cura di Italgas, nell’Ambito Territoriale (ATEM) Torino 5, che comprende Ivrea e altri 75 comuni del Canavese. L’avvio fa seguito alla firma del contratto di servizio della durata di 12 anni avvenuta il 27 marzo 2026 presso il Comune di Ivrea, stazione appaltante dell’Ambito che aveva bandito la gara aggiudicata a Italgas.

Con l’aggiudicazione, la Società avvierà un piano di investimenti da oltre 87 milioni di euro per estendere e potenziare la rete, ammodernare gli impianti e completare la sostituzione dei contatori tradizionali con contatori elettronici di ultima generazione, in un ATEM che conta 58mila clienti e 64 comuni già metanizzati.

“Con l’avvio della gestione nell’Ambito Torino 5 – ha commentato l’Amministratore Delegato di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell’Orco – diamo seguito all’impegno assunto con il territorio al momento della firma del contratto di servizio. Con oltre 87 milioni di euro di investimenti porteremo il gas nelle aree del Canavese che ancora non lo hanno e renderemo digitali le infrastrutture esistenti. Costruiamo una rete pronta ad accogliere i gas rinnovabili, come biometano e idrogeno, accompagnando la transizione energetica del territorio”.

L’importante piano di investimenti genererà un significativo effetto sul PIL locale con riflessi positivi sul sistema produttivo e sul tasso di occupazione complessivo delle due province.

L’estensione del servizio a nuovi territori genererà circa 1000 nuovi posti di lavoro nell’indotto e contribuirà a una riduzione complessiva delle emissioni in atmosfera di circa 171 mila tonnellate di CO₂ e 3 mila tonnellate di polveri sottili.

Nasce la Green Gas Innovation Alliance: Italgas Cadent e GRDF uniscono le forze per accelerare l’innovazione delle reti in Europa e l’integrazione dei gas rinnovabili e low-carbon

Gas rinnovabili e low-carbon avranno un ruolo cruciale nel trainare la decarbonizzazione e nel rafforzare la resilienza e l’autonomia energetica europea

Parigi, 11 settembre 2026 – Dalla collaborazione tra i tre maggiori distributori di gas d’Europa nasce la Green Gas Innovation Alliance (GGIA), una nuova alleanza industriale strutturata per promuovere l’innovazione del settore. L’obiettivo è rafforzare il ruolo del gas nella sicurezza degli approvvigionamenti, mantenere costi accessibili per clienti e imprese e accelerare la transizione attraverso lo sviluppo dei gas rinnovabili e low-carbon e la trasformazione delle reti di distribuzione. A sottoscrivere ieri il Memorandum of Understanding (MoU) Italgas, Cadent e GRDF (Gaz Réseau Distribution France) rappresentate rispettivamente dai tre Amministratori Delegati Paolo Gallo, Steve Fraser e Laurence Poirier-Dietz. Tre società che gestiscono complessivamente circa 500.000 chilometri di rete al servizio di 35 milioni di clienti.

«La nascita della Green Gas Innovation Alliance rappresenta un’importante evoluzione nello sviluppo di una visione condivisa del futuro dell’energia», ha dichiarato Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas. «Insieme a GRDF e Cadent mettiamo a fattor comune competenze industriali, tecnologie e capacità di ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di trasformare le migliori soluzioni in innovazioni replicabili su scala internazionale. La sfida non è soltanto rendere le reti compatibili con i gas rinnovabili, ma trasformarle in infrastrutture intelligenti, flessibili e pienamente integrate nel sistema energetico. Reti capaci di contribuire, attraverso digitalizzazione e innovazione, alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla competitività dell’energia e alla decarbonizzazione. È nostra responsabilità continuare a ripensarne il ruolo e contribuire a guidare la trasformazione del settore».

«Partendo dal successo dei Global Technology Events di Cadent, è straordinario vedere come GRDF, Italgas e Cadent si siano unite per sviluppare ulteriormente le relazioni già avviate. La Green Gas Innovation Alliance non riguarda soltanto la condivisione di conoscenze: si tratta di promuovere l’innovazione e di trasformare le idee in soluzioni concrete», ha commentato Steve Fraser, Amministratore Delegato di Cadent. «Lavorando insieme, esploreremo nuove modalità per integrare i gas rinnovabili nelle nostre reti e sostenere la decarbonizzazione in modo semplice, pratico ed economicamente accessibile per tutti i nostri clienti. Imparando gli uni dagli altri possiamo accelerare i progressi, evitare duplicazioni e portare su scala più ampia, in modo più efficace, gli approcci di successo, contribuendo a garantire a tutti un futuro energetico più pulito. Mi auguro che la GGIA possa espandersi in tutta Europa e oltre questi confini, affinché in tutto il mondo siano disponibili già oggi le soluzioni green di domani».

«In Europa dobbiamo affrontare simultaneamente il cambiamento climatico, rafforzare la sicurezza energetica, mantenere l’accessibilità economica per i clienti e sostenere la competitività industriale. Dobbiamo trasformare le nostre infrastrutture, continuando a garantire l’affidabilità e la qualità del servizio che cittadini e imprese si aspettano da noi», ha dichiarato Laurence Poirier-Dietz, Amministratore Delegato di GRDF. «Nessuna organizzazione può riuscirci da sola, nessuna tecnologia fornirà tutte le risposte e nessun Paese può guidare questa trasformazione in modo isolato. È per questo che la collaborazione è importante. Il sistema energetico del futuro si baserà su una combinazione intelligente di elettroni e molecole. L’elettrificazione sarà essenziale, ma lo sono altrettanto i gas rinnovabili e low-carbon, che hanno un ruolo cruciale da svolgere nell’accelerare la decarbonizzazione e nel rafforzare la resilienza energetica dell’Europa».

L’attività della Green Gas Innovation Alliance si concentrerà, più nello specifico, su due principali aree di collaborazione:

-Tecnologie per i gas rinnovabili e low-carbon. Sviluppo, integrazione e validazione di soluzioni per biometano, idrogeno e metano sintetico; promozione di tecnologie per la cattura e l’utilizzo della CO₂ e di sistemi avanzati per l’analisi e il controllo della qualità del gas.

-Evoluzione delle reti di distribuzione. Condivisione e sperimentazione di soluzioni per digitalizzazione, sensoristica integrata, monitoraggio avanzato e asset management, oltre che di sistemi di misura, sicurezza e interoperabilità e di tecnologie in grado di accrescere la capacità delle infrastrutture di accogliere nuove molecole e miscele di gas.

Le tre società collaboreranno inoltre nello scouting tecnologico a livello europeo e internazionale, promuovendo call for projects e innovation challenge rivolte a imprese, startup, centri di ricerca e technology provider. Le soluzioni più promettenti potranno essere testate attraverso Proof of Concept, per valutarne prestazioni e benefici industriali e favorirne l’applicazione su larga scala. La condivisione di esperienze e risultati consentirà di accelerare l’innovazione, ridurre tempi e costi di sviluppo e trasformare le tecnologie più efficaci in soluzioni operative e replicabili.

L’accordo che segna la nascita della Green Gas Innovation Alliance dà il via a una piattaforma industriale strutturata ed evolutiva. Dopo una prima fase di consolidamento della collaborazione tra i tre partner, il suo perimetro potrà essere esteso ad altri operatori e a soggetti qualificati della filiera, secondo le modalità definite dalla governance dell’Alleanza. Con la firma del Memorandum, Italgas, Cadent e GRDF avviano un nuovo percorso di collaborazione internazionale volto a rafforzare il ruolo delle reti come abilitatrici della transizione energetica e a contribuire alla trasformazione sostenibile e digitale delle infrastrutture di distribuzione.

Italgas porta il biometano nella rete di distribuzione del gas di Aprilia (LT)

La nuova connessione consentirà di immettere circa 4 milioni di metri cubi l’anno, equivalenti ai consumi medi annui di circa 8.800 famiglie. Salgono a 17 gli impianti allacciati alla rete del Gruppo

Aprilia (Latina), 6 agosto 2026 – Italgas ha attivato ad Aprilia la prima connessione alla rete di distribuzione cittadina di un impianto di produzione di biometano, rendendo possibile l’immissione del gas rinnovabile nell’infrastruttura locale. La nuova connessione, realizzata presso l’impianto di ER Società Agricola, consentirà di distribuire ogni anno circa 4 milioni di metri cubi di biometano, equivalenti ai consumi medi di circa 8.800 famiglie del territorio.

L’intervento ha previsto la realizzazione di un nuovo tratto di rete di collegamento lungo circa 1.700 metri e di un impianto dedicato alla ricezione e all’immissione del gas rinnovabile.

 «Con l’attivazione di Aprilia, per la prima volta la produzione di biometano si estende all’area pontina, rafforzando la presenza di connessioni dedicate ai gas rinnovabili nel Lazio – ha commentato Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato di Italgas Reti –. Nei prossimi mesi contiamo di registrare numerose prime volte a livello territoriale: l’ennesimo importante segnale di un interesse crescente alla produzione di biometano da Nord a Sud del Paese. Le nostre reti, all’avanguardia ed estremamente capillari, sono pronte ad accompagnare questa rivoluzione, integrando quantità crescenti di gas rinnovabile in condizioni di sicurezza ed efficienza, rendendole subito disponibili per famiglie e imprese».

La nuova infrastruttura rappresenta un’opportunità per l’area pontina e può favorire lo sviluppo di ulteriori iniziative nel territorio, sostenendo un modello di economia circolare nel quale scarti della produzione agroalimentare e rifiuti agricoli vengono trasformati in una fonte energetica rinnovabile e programmabile. Il biometano prodotto localmente può essere immesso direttamente nella rete di distribuzione ed è pienamente compatibile con le infrastrutture e gli impianti di utilizzo esistenti.

Con Aprilia salgono a 17 gli impianti di produzione di biometano già connessi alla rete Italgas. L’obiettivo del Gruppo è raggiungere entro il 2030 una capacità di immissione pari a 1,2 miliardi di metri cubi annui.

Italgas: interconnesso al Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese il primo impianto di biometano di Castel d’Ario (Mantova)

La connessione consente di mettere in funzione l’hub di distribuzione che, a regime, renderà pressoché illimitata la capacità della rete di accogliere biometano

 

Castel d’Ario (MN), 24 luglio 2026 – È stata completata l’interconnessione dell’impianto di produzione di biometano della Società Agricola Villagrossa di Castel d’Ario (MN) al Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese (VR). L’intervento, che ha riguardato la connessione finale, consente di mettere in funzione l’importante hub di distribuzione che, a regime, renderà pressoché illimitata la capacità della rete di accogliere quote incrementali di gas rinnovabile.

 

L’impianto di Castel d’Ario produce biometano da biomasse agricole e reflui zootecnici e potrà convogliare verso l’hub fino a 2 milioni di metri cubi l’anno, un quantitativo equivalente ai consumi medi annui di circa 2.000 famiglie.

 

“L’entrata in funzione dell’hub di Gazzo Veronese rappresenta un’evoluzione strategica nello sviluppo della filiera del biometano – ha commentato Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato di Italgas Reti –. Con il reverse flow la capacità delle nostre reti di accogliere gas rinnovabili diventerà pressoché illimitata in maniera sicura e continua. Al contempo creiamo le condizioni per una produzione di energia a km0 utile a generare effetti positivi sulla competitività di imprese e famiglie. Continuiamo a lavorare al fianco delle comunità per l’energia del futuro, un futuro a zero emissioni”.

 

L’interconnessione rappresenta un nuovo passo nello sviluppo del progetto di Gazzo Veronese, inaugurato da Italgas nel giugno scorso. L’infrastruttura è stata progettata per svolgere una doppia funzione: operare come hub per raccogliere il biometano proveniente dagli impianti di produzione collegati e, quando i volumi complessivamente immessi supereranno il fabbisogno locale, attivare il reverse flow. In questa seconda configurazione, il biometano in eccesso sarà compresso e trasferito verso la rete di trasporto regionale e nazionale, rendendolo disponibile anche in altri territori.

 

Il Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese è stato progettato per ricevere biometano da quattro diversi impianti di produzione che, a regime, immetteranno complessivamente in rete fino a 12 milioni di metri cubi all’anno, un quantitativo in grado di soddisfare i consumi medi annui di circa 13.000 famiglie. L’infrastruttura, realizzata da Italgas con un investimento di circa 2 milioni di euro, è completamente digitalizzata ed è controllata attraverso DANA (Digital Advanced Network Automation), il sistema proprietario di automazione e telecontrollo che consente la gestione da remoto, il monitoraggio in tempo reale e il funzionamento automatico degli impianti.

 

Con l’interconnessione dell’impianto di Castel d’Ario salgono a 16 gli impianti di produzione di biometano connessi alla rete Italgas. Il progetto di Gazzo Veronese si inserisce nel percorso di trasformazione delle infrastrutture del Gruppo in una piattaforma digitale, flessibile e intelligente, capace di accogliere quantità crescenti di gas rinnovabili. Un’evoluzione che sostiene la produzione energetica locale e contribuisce alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla decarbonizzazione dei consumi.