Outlook: perfomance attese

Sulla base dei risultati positivi conseguiti nel 2021 e nel primo trimestre 2022, segnati dalla crescita costante di tutti i principali indicatori economici, continueremo a perseguire i nostri obiettivi strategici nonostante un contesto segnato dal forte rialzo di prezzi dell’energia e dal conflitto russo-ucraino.

Lo stato di emergenza dichiarato dallo Stato Italiano per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus si è formalmente concluso il 31 marzo 2022. Ad oggi non abbiamo rilevato impatti significativamente negativi della pandemia sulle nostre iniziative di sviluppo e di investimento.

Con riferimento al parco clienti/società di vendita e alla solvibilità degli stessi, ricordiamo che le regole per l’accesso degli utenti al servizio di distribuzione del gas sono stabilite dall’ARERA e sono regolate nel Codice di Rete. Al momento, non rileviamo rilevanti conseguenze negative sugli incassi attesi dalle società di vendita del gas tali da pregiudicare il nostro equilibrio finanziario, così come sulla regolarità dei pagamenti delle controparti.

Con riferimento agli impatti, anche potenziali, sui ricavi, costi, investimenti e flussi di cassa attesi derivanti dalle limitazioni imposte, nel periodo, dalla menzionata emergenza sanitaria, non abbiamo rilevato, e non rileviamo, evidenze tali da prevedere significativi effetti negativi sull’esercizio 2022. Tuttavia, nel maggio 2022 non siamo in grado di stimare eventuali effetti negativi materiali sulle prospettive economiche, finanziarie e patrimoniali nei periodi a venire qualora la situazione di emergenza sanitaria dovesse ripresentarsi in forme critiche.

Per quanto riguarda il conflitto Russia-Ucraina, confermiamo di non disporre di attività produttive o personale dislocato in Russia, in Ucraina o in paesi geo-politicamente allineati con la Russia, né di intrattenere rapporti commerciali e/o finanziari con tali Paesi.

Tuttavia, in un mercato già caratterizzato da restrizioni e rallentamenti nella catena degli approvvigionamenti soprattutto in relazione alla componentistica, non è escluso che la situazione di tensione politico- economico indotta dal conflitto possa esacerbare tali difficoltà e ripercuotersi, in una forma ad oggi non stimabile né prevedibile, sull’efficacia e tempestività della capacità di approvvigionarsi del gruppo.

Con riferimento al rischio di minori volumi di gas immessi nell’infrastruttura nazionale, l’attuale regolazione tariffaria non determina, come noto, un’esposizione per i distributori a variazioni di volumi di gas vettoriato. In ogni caso, il rischio di un’interruzione prolungata di immissione del gas naturale nelle infrastrutture di distribuzione, che possa incidere in forma significativamente negativa sulla continuità operativa del Gruppo, sarebbe comunque mitigato dalle azioni già in essere e/o allo studio a livello nazionale ed europeo quali l’ottimizzazione degli stoccaggi, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, l’incremento della produzione nazionale.

Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, per il 2022 si prevedono investimenti tecnici tra 700 e 750 milioni di euro e ricavi adjusted superiori a 1,4 miliardi di euro, con un EBITDA adjusted di 1,00-1,03 miliardi di euro e un Ebit adjusted tra 570 e 590 milioni di euro. Tali risultati non tengono conto del contributo di DEPA Infrastructure. Includendo il costo per l’acquisizione di DEPA Infrastructure e gli impatti dell’IFRS 16, l’indebitamento netto a fine 2022 è atteso a circa 5,9 miliardi di euro.

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