In onda “Spotlight”, il podcast di Italgas dedicato alla transizione energetica

Italgas ha lanciato la sua prima serie di podcast dedicata alla transizione energetica: insieme proveremo a chiarire lo scenario energetico attuale e le prospettive future.

Ripensare il modello energetico è ormai una necessità su scala internazionale. I modelli consolidati non sono più sufficienti e in alcuni casi il loro superamento è imposto dagli impegni che i governi e le istituzioni internazionali hanno preso nell’ottica della transizione energetica con l’obiettivo di contenere le emissioni di CO2 fino alla completa decarbonizzazione entro il 2050.

Con “Italgas Spotlight” vogliamo accendere un riflettore su alcuni dei passaggi chiave che ci porteranno verso un nuovo modello energetico.

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Mix energetico: in Italia la strada passa anche dal Gas Naturale Liquefatto

GNL, biometano e idrogeno per diversificare l’approvvigionamento e non dipendere dal gas russo.

Il conflitto in corso ha portato l’Unione europea ad una scelta non più procrastinabile: sottrarsi alla dipendenza dal gas russo, un combustibile che per l’Italia rappresenta il 40% del mix energetico (24% per la UE). E il 38% di questa quota, appunto, viene acquistato dalla Russia*. Un obiettivo non facile nel breve termine e che per essere raggiunto dovrà passare attraverso la ricerca di altre soluzioni di approvvigionamento energetico, offrendo nuove prospettive sul tema dell’energia. In questo senso i “sentieri” percorribili sono rappresentati dai nuovi gas come biometano – rinnovabile al 100% e prodotto dalla digestione anaerobica di biomasse (rifiuti organici e sottoprodotti agricoli) – e idrogeno (derivato dall’elettrolisi dell’acqua), ma anche dal GNL, il Gas Naturale Liquefatto. Un combustibile derivato dal gas naturale, opportunamente trattato, trasportabile via mare attraverso le navi metaniere e stoccabile in quantità ancora maggiori. Una via alternativa che, insieme ai nuovi gas, potrà permettere all’Italia, nel giro di pochi anni, di ridurre la dipendenza energetica dal gas russo.

GNL: cos’è, come si ottiene e come si trasporta

Il Gas Naturale Liquefatto è costituito quasi totalmente da metano (circa 90-99%) ed è un fluido incolore e inodore che ha la metà della densità dell’acqua, e non è né corrosivo, né tossico. Viene usato maggiormente in ambito industriale (impianti di produzione di energia elettrica), civile (può alimentare le utenze in zone non servite dalle condutture del gas) e di autotrazione. Il GNL si ottiene sottoponendo il metano – estratto dai giacimenti sotto la superficie terrestre – ad un processo di liquefazione che prevede, dopo la sua depurazione e disidratazione, fasi alternate di compressione e raffreddamento (a – 160°C) che portano il volume del gas liquefatto ad una riduzione di circa 600 volte, consentendo quindi di immagazzinare una grande quantità di energia in poco spazio. Il GNL viene trasportato dai Paesi produttori via mare grazie ad apposite navi cisterna.

Stoccaggio, rigassificazione e immissione nella rete di distribuzione

 L’Italia è un Paese consumatore di GNL. Lo riceve dai Paesi produttori attraverso le navi metaniere e chi lo trasporta, dopo l’attracco, si occupa di scaricare il gas nei terminal di importazione, oltre che delle speciali autobotti che lo trasporteranno nei siti di stoccaggio. Lì il GNL viene conservato in speciali serbatoi criogenici che lo mantengono ad una temperatura di -160°C (condizione imprescindibile perché rimanga allo stadio liquido). Più nello specifico, questo serbatoio criogenico è formato da due involucri, uno contenuto dentro l’altro: quello esterno è fatto di acciaio al carbonio, mentre quello interno da materiale resistente alle basse temperature. Nell’intercapedine tra gli involucri viene eliminata l’aria e inserita la perlite, un materiale che serve ad aumentare l’isolamento e la trasmissione del calore all’interno del serbatoio. Attraverso un vaporizzatore, che utilizza il solo calore atmosferico, il GNL potrà tornare alla fase gassosa. A questo punto entra in gioco il distributore di gas (come Italgas) che immette il gas nella normale rete di distribuzione per raggiungere capillarmente tutto il territorio italiano.

Rigassificatori, la situazione in Italia e le prospettive future

Considerata la situazione geopolitica attuale e la necessità per l’Italia di ripensare le sue modalità di approvvigionamento energetico, considerando lo stato attuale del GNL, per il nostro Paese si pone l’esigenza di espandere la capacità di trattamento e stoccaggio del gas naturale liquefatto, che oggi può contare su 3 rigassificatori: il terminale GNL Adriatico (Porto Viro, sul Delta del Po nelle vicinanze di Rovigo), il terminale di Panigaglia (La Spezia) e il terminale galleggiante a 22 km dalla costa di Livorno. La sfida, su questo fronte, è quella di potenziare i rigassificatori, ma poiché per costruire nuovi impianti serve tempo, soluzioni più rapide per il nostro Paese sono il noleggio o acquisto di navi FSRU (Floating Storage and Regasification Units), unità galleggianti capaci sia di stoccare che di trasformare il gas naturale liquido riportandolo allo stato gassoso.

Italgas e la Sardegna: il deposito costiero di Oristano

Fino all’estate del 2020, in Italia, la Sardegna era l’unica regione non raggiunta dal metano. Uno scenario totalmente diverso dopo soli due anni, visto il milione di metri cubi di gas naturale distribuito dal Gruppo Italgas attraverso la società Medea nei primi quattro mesi del 2022 a utenze domestiche, esercizi commerciali e realtà produttive dell’isola. L’investimento di Italgas nella metanizzazione della regione sarda, attraverso i 900 chilometri di reti digitalizzate costruite, oltre ai 500 chilometri di reti convertite a gas naturale, e i 61 depositi criogenici di gas naturale liquefatto, è un esempio dell’opportunità che il GNL può offrire considerando anche l’attuale situazione geopolitica. Un contesto energetico sensibilmente migliorato anche grazie alla collaborazione con altri operatori. L’esempio principale, in questo senso, è il deposito costiero GNL di Oristano – realizzato da Higas – che ha garantito continuità e flessibilità per l’approvvigionamento anche in vista dell’aumento della domanda di gas naturale dei prossimi anni. Uno sviluppo a cui la Sardegna si presenta con infrastrutture all’avanguardia pronte non solo a far fronte all’aumento dei consumi del GNL, ma anche all’uso dei gas rinnovabili come biometano e idrogeno.


*Fonte Italgas Strategic Plan 2022-2028

(https://www.italgas.it/wp-content/uploads/sites/2/2022/06/2022-2028-Italgas-Strategic-Plan.pdf )

Italgas: l’audit annuale conferma la certificazione UNI ISO 37001:2016

Il Gruppo Italgas ha superato con successo l’audit necessario al mantenimento della certificazione dei sistemi di gestione anticorruzione per le società Italgas S.p.A. e Italgas Reti S.p.A.

La verifica del mantenimento della certificazione UNI ISO 37001:2016 sui “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione” è stata effettuata dall’organismo di certificazione indipendente DNV, il quale ha effettuato un audit accurato di tutti i processi interni di Italgas S.p.A. e Italgas Reti S.p.A. con rilevanza anticorruzione. All’esito della verifica, è stata certificata la conformità dei “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione” delle due società ai requisiti della norma UNI ISO 37001:2016.

L’ente certificatore ha, inoltre, evidenziato diversi elementi di merito come il Committment riscontrato nelle prime linee del management, una notevole sensibilità e consapevolezza delle funzioni intervistate in merito ai temi della prevenzione della corruzione e l’attivazione di percorsi formativi sui temi della prevenzione della corruzione indirizzati ai fornitori del Gruppo Italgas.

Italgas S.p.A. e Italgas Reti S.p.A. mantengono quindi la certificazione ottenuta lo scorso anno per il secondo triennio consecutivo con validità fino al 2024, confermando ancora una volta il proprio impegno nella lotta alla corruzione in tutti gli ambiti di attività.

Biometano, Il gas pulito e rinnovabile

Lo scenario italiano ed europeo verso la transizione energetica

 

Prima del conflitto in Ucraina era una soluzione possibile. Ora è diventata necessaria e indispensabile. Il biometano è una fonte di energia rinnovabile che presto potrebbe integrare l’utilizzo del gas naturale, dando ossigeno, è proprio il caso di dirlo, a quei Paesi che non sono autosufficienti.

Ma come si produce biometano? Tutto nasce dalla decomposizione e dalla fermentazione di scarti alimentari e della ristorazione, di rifiuti agricoli e domestici e persino di fanghi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue. Un trattamento che viene svolto in un digestore anaerobico, ossia in un ambiente privo di ossigeno: questa operazione dà vita al biogas, povero di energia, che contiene solo tra il 40% e il 60% di metano, il 40-60% di CO2 e alcune tracce di altri composti tra cui l’H2S (idrogeno solforato). Il biogas, a sua volta, viene purificato, con l’eliminazione dell’anidride carbonica e di altri composti, creando appunto il biometano che, così trattato, risulta green al 100% e pronto per essere iniettato nella rete di distribuzione del gas.

 


I vantaggi del biometano
 

Il biometano ha numerosi vantaggi. Ambientali, innanzitutto, perché emette livelli quasi nulli di polveri e riduce ulteriormente le emissioni di CO₂ rispetto ai carburanti tradizionali. Ma non solo. La facilità di trasporto (possono essere utilizzate le stesse infrastrutture del metano) e di produzione lo rendono particolarmente appetibile nell’ottica, ormai urgente, di azzerare la dipendenza dalle importazioni.

Una risorsa dunque perfettamente in linea con il concetto di economia circolare. L’utilizzo del biometano come combustibile potrebbe rappresentare, ad esempio, la soluzione per la decarbonizzazione del settore dei trasporti, del settore industriale e di quello residenziale (in termini di riscaldamento e raffreddamento).

 


Biometano in Italia e in Europa: i dati

L’Italia è un Paese a forte vocazione agricola e può contare su circa 2.000 impianti di produzione di biogas. Una crescita continua che si sta manifestando anche a livello europeo, dove si è arrivati a circa 20.000 unità in funzione.

A livello di impianti di produzione di biometano, invece, i numeri sono ancora contenuti, ma il comparto crescerà nei prossimi anni grazie alla maggior maturità tecnologica e industriale acquisita. In Italia sono 27 gli impianti biometano, per una capacità complessiva di produzione da 25.445 mc l’ora, ma il nostro paese ha presentato uno degli incrementi maggiori in Europa con 11 nuovi impianti entrati in funzione nel 2020. Il 2021, inoltre, è stato per l’Europa un anno da record, che ha visto la produzione di  147 milioni di metri cubi di biometano.

 


Sviluppo e integrazione con la rete gas esistente

Entro il 2030 l’incremento della produzione di biometano sarà molto significativo, anche grazie alle prospettive enormi aperte dal Recovery Plan e dai suoi 2 miliardi di euro di investimenti nella conversione di impianti biogas e nella costruzione di nuove strutture.  Si stima che da qui al 2030 in Italia sarà possibile produrre fino a 6,5 miliardi di metri cubi di gas verde grazie allo sviluppo del biometano agricolo, una quota pari al 10% del fabbisogno nazionale.

La Commissione Europea ha fissato come obiettivo per il 2030, la produzione di 35 miliardi di mc di biometano, che andranno a sostituire parte dei 155 miliardi di mc di gas forniti a oggi dalla Russia.

Uno dei vantaggi del biometano è quello di poter essere introdotto nella rete del gas esistente senza che essa venga modificata. Ad ogni modo, gli impianti esistenti e quelli di prossima costruzione avranno bisogno di essere “allacciati” alla rete del trasporto e della distribuzione (che funziona anche da “magazzino” per il gas) tenendo presente che, per essere immesso, il biometano dovrà avere determinate caratteristiche chimiche e fisiche in conformità con le norme nazionali ed europee.

Lo scenario è favorevole, il biometano si candida ad essere una delle soluzioni per differenziare il mix energetico, per limitare la dipendenza dal gas estero e per perseguire il processo di transizione energetica.

Power-To-Gas: energia pulita e rinnovabile

Decarbonizzare il sistema di produzione e uso dell’energia

 

La transizione energetica è una delle sfide epocali che ha come obiettivo quello di garantire un futuro per il pianeta, riducendo il processo di riscaldamento globale dovuto alle emissioni di gas serra. Come? Affidandosi, sempre di più, a fonti rinnovabili che possano essere in grado di soddisfare la richiesta di energia pulita. Proprio gli obiettivi che si pone la tecnologia Power-to-Gas.

 

Cos’è e come funziona il Power-to-Gas

Questa promettente tecnologia permette di immagazzinare l’energia elettrica, derivata da fonti rinnovabili (centrali fotovoltaiche, idroelettriche ed eoliche) e di utilizzarla per produrre idrogeno, uno dei nuovi “gas rinnovabili”, attraverso l’elettrolisi. Un processo che permette di scindere l’acqua in ossigeno e idrogeno, elemento fondamentale per il suo doppio utilizzo: può essere infatti usato per la mobilità, offrendo, attraverso la tecnologia Fuel-Cell senza emissioni inquinanti, energia per alimentare autovetture e mezzi pesanti oppure miscelato al metano e immesso nella rete di distribuzione del gas per uso domestico o industriale. Inoltre, se l’idrogeno viene combinato con l’anidride carbonica per mezzo di un reattore, può essere utilizzato per produrre metano sintetico, del tutto comparabile al normale gas naturale, ma completamente rinnovabile.

 

I vantaggi della tecnologia

Il vantaggio principale della tecnologia Power-to-Gas, oltre ad essere rinnovabile e pulita, è la sua capacità di stoccaggio. L’energia eolica e solare, per quanto pulita, si può produrre soltanto in presenza di vento o sole, due fattori fondamentali ma non controllabili dall’uomo tanto da renderne la produzione non costante nel tempo ed il suo utilizzo istantaneo. Il problema, dunque, è quello di poter conservare l’energia rinnovabile prodotta, considerando il solo utilizzo di tecnologie di accumulo elettrico, le batterie, ad oggi ancora sostanzialmente impraticabili. Il Power-to-Gas tentando di risolvere il limite posto dall’accumulo tramite batterie, si sta dimostrando la soluzione più adeguata per trasformare il grande quantitativo di energia elettrica offerto dalle rinnovabili in un vettore come il gas, stoccabile in quantitativi più elevati e, soprattutto, pronto all’uso senza limiti di tempo e spazio. Sì, perché il gas si può trasportare dove e quando serve, sia attraverso le tubazioni sia attraverso navi o autobotti, arrivando a essere immesso nella rete di distribuzione di gas esistente, pronta ad accogliere nuovi gas rinnovabili quali biometano, idrogeno e metano sintetico.

 

Il progetto Power-to-Gas di Italgas

Tra i vari progetti che mirano a sviluppare e sfruttare anche in Italia le potenzialità della tecnologia Power-to-Gas, c’è quello di Italgas che renderà operativo nel 2023 un impianto completo di produzione di idrogeno da energia rinnovabile. Sorgerà in Sardegna, a Sestu, nell’area della città metropolitana di Cagliari. Italgas potrà sfruttare sul posto l’idrogeno prodotto dall’elettrolizzatore utilizzandolo in svariati settori: puro, per l’alimentazione di autobus a idrogeno a supporto della decarbonizzazione della mobilità locale; in “blend” (miscela) con il gas naturale, per l’immissione nella rete di distribuzione del gas  a supporto della decarbonizzazione degli usi civili o industriali.

Il team della challenge di Italgas e Bludigit vince l’edizione 2022 di Data Girls della Luiss Business School

Lavoro agile e sostenibilità digitale: i temi della challenge di Italgas e Bludigit che ha portato uno dei gruppi del “Data Girls” alla vittoria.

Si è conclusa la sesta edizione di “Data Girls”, il percorso di sviluppo organizzato da Luiss Business School nell’ambito del progetto “Grow – Generating Real Opportunities for Women”, che valorizza i talenti femminili nelle aree di lavoro STEM. Italgas ha preso parte all’iniziativa, per il terzo anno, proponendo ai diversi team di studentesse e studenti la challenge “WoW – Way of Working” dedicata all’analisi delle nuove modalità di lavoro agile, in particolare ponendo l’attenzione su quali fossero i tool di collaboration utilizzati nelle aziende adatti a rispondere ai nuovi bisogni dei dipendenti.

Il gruppo vincitore ha lavorato sulla base dei dati forniti da Bludigit, Ia digital company del Gruppo Italgas, in merito all’utilizzo degli strumenti di collaboration e di un questionario che è stato sottoposto ai dipendenti. Sulla base di questi dati, integrati con fornti esterne Istat sull’impatto dello smart working sulle aziende italiane, hanno presentato soluzioni e insight su come “rendere più sostenibile” l’utilizzo dei nuovi strumenti e tecnologie digitali.

Proprio sulla sostenibilità digitale, le ragazze e i ragazzi vincitori hanno mostrato come applicando determinati comportamenti in ambito lavorativo nell’uso delle tecnologie e strumenti digitali, sia possibile ridurre le emissioni di CO2 e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

Giornata Mondiale del Teatro: un tuffo nel passato con le foto dell’archivio di Italgas

L’Heritage Lab ha ritrovato e condiviso alcuni scatti della Compagnia Teatrale del Dopo Lavoro della Napoletana Gas.

L’Heritage Lab di Italgas è un modello unico nel nostro Paese di archivio laboratorio di digitalizzazione. Il suo obiettivo non è solo il recupero e l’archiviazione del materiale storico del Gruppo Italgas ma anche la sua conversione in big data del passato e la sua condivisione con le comunità e gli studiosi di tutto il mondo che vogliono scoprire la storia italiana.

In occasione della Giornata mondiale del Teatro, Italgas insieme all’Heritage Lab ha voluto condividere con tutti una serie di antiche fotografie ritrovate nell’Archivio Storico del Gruppo e appartenenti all’allora Napoletana Gas. Gli scatti rinvenuti fanno parte di quel patrimonio artistico, culturale e storico del Gruppo che il personale dell’Heritage Lab custodisce con cura e che grazie al supporto delle più avanzate tecnologie è riuscito a digitalizzare per condividerlo con la società.

 

Gli scatti sono emersi da alcuni materiali della società napoletana, che è entrata a far parte del  Gruppo nel 2017, e ritraggono la compagnia teatrale del dopo lavoro dell’azienda, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta del Novecento. Tra le decine di fotografie è possibile riconoscere almeno due opere del grande autore teatrale napoletano Eduardo de Filippo: “Filumena Marturano” e “Le voci di dentro”.

  

Dal 1961 nel mondo celebriamo la Giornata Mondiale del Teatro, un’occasione per ringraziare non solo gli artisti e i lavoratori del settore, ma per onorare questa arte e le sue origini antiche. Quest’anno il Gruppo Italgas ha voluto celebrare questa ricorrenza per ricordare un pezzo della storia del nostro Paese e festeggiare il presente del Teatro italiano che finalmente riapre il sipario ai cittadini.

L’Heritage Lab ricostruisce le storie delle Donne di Italgas

Il personale dell’archivio storico del Gruppo ha avviato un progetto per condividere con la comunità piccole storie di coraggio.

Italgas con il suo Heritage Lab si impegna ogni giorno per valorizzare il patrimonio culturale del nostro Paese, al fine di preservarlo e condividerlo con le comunità. L’Archivio Storico del Gruppo oltre a custodire documenti storici, culturali, industriali e artistici è un laboratorio dotato delle più avanzate tecnologie per la digitalizzazione dei materiali conservati nel corso di quasi due secoli. Il personale dell’Heritage Lab lavora per ricostruire la storia della Società, dei suoi dipendenti e contribuire al racconto del passato.

In questo periodo, ricercatori e archivisti dell’Heritage Lab, in collaborazione con l’archivio storico di Toscana Energia, si sono impegnati in uno studio su diversi documenti particolarmente preziosi che appartengono alla società del Gruppo: i fascicoli del personale dell’Ex Esercizio Toscana Gas e della Fiorentina Gas. Le pratiche più antiche ritrovate all’interno dei documenti riguardano donne degli anni ’90 dell’Ottocento, storie che parlano di coraggio, grazia, tenacia, perseveranza. Donne che ieri come oggi, affrontano le avversità quotidiane e quelle che la società e il tempo impongono.

In occasione della Giornata internazionale della donna il Gruppo Italgas vuole rendere onore a queste donne semplicemente raccontando alcune loro storie e ricordando l’importanza delle loro vite, attraverso i documenti dei nostri archivi. Le tre storie che condividiamo, simbolicamente in rappresentanza di tutte quelle emerse, appartengono agli anni di piena attività dei gasometri;  alcune delle donne vedono l’arrivo del metano, ma la maggior parte fa parte del mondo legato ai convogli di carbone e ai grandi impianti delle officine del gas.

Cesira, tra perseveranza e fedeltà

La prima donna è Cesira, nata a Firenze nel 1918 e figlia di un ex dipendente, deceduto per tubercolosi polmonare, viene assunta nel 1942 in sostituzione di un altro dipendente richiamato alle armi. In quegli anni era consuetudine per le aziende assumere i parenti di dipendenti in caso di decesso, per rafforzare il legame con l’azienda. Cesira figlia di una madre invalida, sorella di un prigioniero di guerra in Australia e di un’altra sorella troppo piccola per lavorare, era l’unica in grado di provvedere alla famiglia. Dimostra da subito carattere e  professionalità e viene stabilizzata nel 1944. La stabilità dura poco però e nel novembre del 1945 si ammala come il padre: tubercolosi polmonare. Resterà due anni ricoverata in un sanatorio, tra i documenti infatti sono state ritrovate le lastre dei suoi polmoni, datate 1946. L’azienda sostiene subito la sua situazione con dei sussidi speciali a favore della famiglia, infatti sono conservate le sue lettere e quelle della madre che ringraziano per l’aiuto offerto. Nel 1948 la donna ancora ricoverata non è più in grado di lavorare, ma le viene accordata una liquidazione maggiorata e nel 1954 inizia le pratiche per ottenere una pensione di invalidità.

Bianca, una vita in azienda

Bianca anche lei nata a Firenze ma nel 1922, viene assunta nel  ‘41 e lavora per oltre 40 anni, fino alla pensione nel 1982. È un’impiegata che raccoglie molti riconoscimenti e avanzamenti di carriera, iscritta al sindacato, ma è anche moglie, madre e figlia di genitori che mantiene e sostiene anche grazie all’aiuto dell’azienda che le offre assegni familiari.

Lina, dedita al lavoro

Lina, classe 1906, viene assunta nel 1941 come impiegata. Una donna nubile che viveva con la madre, ma con una famiglia di fratelli e sorelle sposati. Proprio per uno dei suoi fratelli, richiamato alle armi, nel ’41 la donna prende il suo posto anche per essere figlia di un dipendente, operaio, morto per un infortunio sul lavoro. Lina lavora in azienda per circa 20 anni fino alla sua morte nel 1962.

La condivisione di queste storie porta alla luce la grande tenacia e dedizione che le donne hanno messo nel loro lavoro per sostenere non solo l’azienda ma le loro famiglie e l’intero Paese, contribuendo al progresso della nostra società. La stessa tenacia e dedizione che le lavoratrici del presente mettono oggi nelle loro attività, onorando il lavoro di chi le ha precedute e portando avanti il cambiamento per un futuro migliore.

Italgas partecipa all’Open Innovation contest 2022 di NTT DATA

Per il primo anno l’azienda collabora all’iniziativa con due challenge rivolte alle startup.

Italgas partecipa alla dodicesima edizione dell’Open Innovation Contest di NTT DATA, il concorso per le startup sui grandi temi dello sviluppo e dell’innovazione IT.

Per la prima volta l’iniziativa prevede la partecipazione di alcune grandi aziende al fianco delle startup e mette in palio la copertura finanziaria per la realizzazione del proof of concept.

I temi che le startup dovranno affrontare quest’anno sono tanti: dal metaverso all’health monitoring, dalla mobilità connessa alla sicurezza informatica applicata alla comunicazione. Le due sfide proposte da Italgas si basano su esigenze reali di business, con l’obiettivo di condividere diversi punti di vista sullo stesso problema e individuare soluzioni alternative.

Nella prima challenge, “Guardian Angels”, si chiede ai partecipanti di progettare una soluzione per monitorare i cantieri a distanza, attraverso sensori e tecnologie per l’elaborazione dei dati. L’obiettivo è quello di garantire la sicurezza sul lavoro, non solo per i dipendenti ma anche per le opere pubbliche.

Nella seconda challenge “Speak to me” l’attenzione si sposta sull’automazione dei call center. Alle startup viene chiesto di proporre una soluzione che, basandosi su tecnologie digitali ed emergenti come il Natural Language Processing, garantisca all’utente un’esperienza omnicanale. L’automazione dei call center è diventata fondamentale per il rapporto tra azienda e consumatore: da un lato migliora l’esperienza dell’utente ma dall’altro permette di velocizzare i processi e intervenire in maniera più tempestiva nei casi d’emergenza.

Dal 14 febbraio 2022 fino al 25 marzo, le startup potranno scoprire nel dettaglio le challenge e candidarsi sulla piattaforma https://discovery.nttdataitalia.com/#/homepage.

Italgas e le startup collaboreranno alla presentazione delle soluzioni attraverso una piattaforma basata sull’Intelligenza Artificiale e il risultato di questa collaborazione sarà presentato all’evento finale di maggio, durante il quale verrà premiato il progetto migliore.

La partecipazione di Italgas a questa iniziativa conferma l’impegno che il Gruppo mette ogni giorno per accelerare il processo di trasformazione digitale e migliorare il lavoro e la sicurezza, sia per le nostre persone che per i servizi offerti ai clienti finali.

Italgas è Top Employer Italia 2022

Italgas è Top Employer Italia 2022

Italgas fa parte delle aziende certificate Top Employers Italia 2022.

La Certificazione Top Employers è il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie HR e della loro attuazione per contribuire al benessere delle persone, migliorare l’ambiente di lavoro e il mondo del lavoro.

La Certificazione Top Employers viene rilasciata alle aziende che raggiungono e soddisfano gli elevati standard richiesti dalla HR Best Practices Survey. La Survey ricopre 6 macro aree in ambito HR, esamina e analizza in profondità 20 diversi topics e rispettive Best Practices, tra cui People Strategy, Work Environnment, Talent Acquisition, Learning, Well-being, Diversity & Inclusion e molti altri.

La Certificazione rappresenta il riconoscimento ufficiale dell’importante e continuo impegno delle aziende nel prendersi cura delle proprie persone, come dichiara David Plink, CEO di Top Employers Institute: «Anche l’anno appena trascorso è stato un anno impegnativo, che, come il 2020, ha avuto un serio impatto sulle organizzazioni e ha messo a dura prova la vita, le relazioni e il mondo del lavoro in tutto il mondo. Ma nonostante le oggettive difficoltà Italgas si è distinta nello sforzo di eccellere nelle sue politiche e strategie HR, avendo sempre come obiettivo prioritario l’attenzione verso le proprie persone, continuando ad affrontare le sfide di un mondo del lavoro in continua evoluzione, impegnandosi per imprimere un impatto positivo sulla vita di dipendenti e collaboratori. Sono quindi particolarmente fiero e orgoglioso di congratularmi con tutte le aziende certificate Top Employers 2022 nei rispettivi Paesi di appartenenza»

Il Programma Top Employers ha certificato e riconosciuto 1 857 aziende in 123 Paesi in tutto il mondo.

Top Employers Institute

Top Employers Institute è l’ente certificatore globale delle eccellenze aziendali in ambito HR. Il Programma Top Employers aiuta ad accelerare le pratiche d’eccellenza HR per contribuire a migliorare il mondo di lavoro. Attraverso il Programma di Certificazione Top Employers, le aziende possono essere validate, certificate e riconosciute Employers of choice. Fondato più di 30 anni fa, Top Employers Institute ha certificato in 1.857  Paesi di tutto il mondo 123 aziende, che grazie alle loro eccellenze in ambito HR hanno generato un impatto positivo sulla vita di oltre 8 milioni di dipendenti.

Top Employers Institute. For a better world of work.